Aumento IVA al 22%: M5S poteva davvero evitarlo?

Scattato l'aumento IVA al 22%, prosegue la guerra delle responsabilità tra PD e PDL, che si addossano reciprocamente la colpa. Ma improvvisamente spunta il Movimento 5 Stelle, che imputa le responsabilità a entrambi, rei di aver votato contro la proposta del Movimento finalizzata a evitare l'aumento dell'IVA senza aumentare le tasse. In cosa consisteva questo provvedimento? Andiamo a scoprirlo.

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Scattato l'aumento IVA al 22%, prosegue la guerra delle responsabilità tra PD e PDL, che si addossano reciprocamente la colpa. Ma improvvisamente spunta il Movimento 5 Stelle, che imputa le responsabilità a entrambi, rei di aver votato contro la proposta del Movimento finalizzata a evitare l'aumento dell'IVA senza aumentare le tasse. In cosa consisteva questo provvedimento? Andiamo a scoprirlo.

Aumento dell’IVA al 22%: di chi è la colpa? Negli ultimi giorni non si è fatto altro che far rimbalzare la palla (bollente) delle responsabilità da una parte e dall’altra. PD o PDL? Per il Movimento 5 Stelle è colpa di entrambi, visto che a fine luglio i 2 partiti potevano votare contro l’aumento dell’IVA e non lo hanno fatto. Infatti il M5S accusa PD e PDL (e Scelta Civica) di aver votato contro la sua proposta finalizzata a evitare l’aumento dell’IVA senza aumentare le tasse ma effettuando determinati tagli alla spesa pubblica.   LEGGI ANCHE Aumento Iva: contribuirà a peggiorare la situazione della disoccupazione Aumento Iva made in Japan: che differenza rispetto all’Italia!  

Aumento IVA al 22%: di chi è la colpa?

Andiamo con ordine. Da una parte Enrico Letta addossa la colpa dell’aumento IVA alla “dimissione dei parlamentari che ha provocato crisi e reso impossibile continuare”; anche Dario Franceschini imputa le colpe al PDL e alle conseguenze provocate dalla dimissioni dei parlamentari, profetizzando che l’aumento dell’IVA è stata soltanto una delle conseguenze. “Abbiamo preso un impegno per non far pagare agli italiani la seconda rata IMU, ma per fare le norme servono i governi”, ha affermato. Eppure Franceschini dice altro e va sottolineato: “Il governo aveva preparato un provvedimento molto importante per consentire di evitare l’aumento dell’IVA deciso dai precedenti governi e non da noi, e contemporaneamente fare un’operazione importante, rientrare dal 3,1% del deficit, che solo questa vale 1,6 miliardi”. Tuttavia, l’instabilità politica ha impedito di varare il decreto. La verità del PDL è un’altra, almeno stando a sentire Renato Schifani: “Il Presidente del Consiglio si è assunto la gravissima responsabilità di non deliberare su provvedimenti economici per evitare l’aumento dell’IVA”. E proprio l’aumento dell’IVA al 22% è una delle ragioni per cui il governo delle larghe intese potrebbe rompersi: sono le (apparenti) ragioni del PDL, comprovata dalle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, il quale ha chiamato in causa “una grave violazione dei patti” che ha provocato l’allontanamento di buona parte del PDL dalla maggioranza di governo.

 

M5S: “Berlusconi e Letta bugiardi”

Per il Movimento 5 Stelle le colpe dell’aumento dell’IVA sono da attribuire a PD e PDL: “Letta e Berlusconi mentono ai cittadini italiani” e le responsabilità sono da additare ai 2 principali partiti e a Scelta Civica. Le prove? Tutte sul blog di Beppe Grillo, dove si legge: “Il 30 luglio in Senato, in sede di discussione del decreto-legge (DL 76/2013 – AS.890) recante Interventi urgenti per l’occupazione, la coesione sociale, l’IVA e altre misure finanziarie, il Movimento 5 Stelle presentò un emendamento (il n. 11.1) per chiedere di abolire completamente la norma che faceva scattare l’incremento dell’IVA”. La risposta del Parlamento non fu però a favore: PD, PDL e Scelta Civica, infatti, votarono contro. Nel dettaglio, si contarono 193 voti contrari, 53 favorevoli (oltre a M5S, anche Lega e Sel) e 15 astensioni. Sul blog segue poi il link ai nomi e cognomi di chi votò contro la proposta.  

In cosa consisteva proposta del M5S per evitare l’aumento dell’IVA al 22%

Ma in cosa consisteva esattamente la proposta del M5S? In una copertura finalizzata a impedire l’aumento dell’IVA al 22% da realizzarsi in 2 fasi: la prima valutata 2 miliardi di euro nel 2013, la seconda in 4,2 miliardi di euro nel 2014. Il M5S informa che sarebbero state evitate nuove tasse, a fronte di determinati tagli alla spesa. Quali? Andiamo a leggere:

  • riduzione del 20% delle spese correnti dei programmi del Ministero della Difesa; 
  • aumento dallo 0,2% all’1% della tassa sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax);
  • riduzione del 2% di tutte le spese nella pubblica amministrazione, fatta eccezione per i settori della scuola, sanità, cultura, università e ricerca;
  • riduzione dell’1% della spesa (rispetto al 2012) per l’acquisto di beni e servizi nelle pubbliche amministrazioni centrali e periferiche.

Fu un nulla di fatto e da oggi 1° ottobre l’IVA è aumentata al 22%, mentre in Parlamento le due fazioni del precario governo Letta continuano a farsi la guerra, dandosi reciprocamente la colpa. Il tutto mentre il Paese, lentamente, muore.  

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