Aumento inflazione: ecco i nuovi rincari e i settori colpiti

In Italia torna l'inflazione: prezzi che aumentano in molti settori e a farne le spese le famiglie meno abbienti.

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In Italia torna l'inflazione: prezzi che aumentano in molti settori e a farne le spese le famiglie meno abbienti.

I prezzi nel 2017 sono aumentati e l’inflazione è tornata in Italia. I dati parlano di una crescita dei prezzi dell’1,2% rispetto allo -0,1% registrato nel 2016 e a subirne le conseguenze sono le famiglie più povere. A dicembre l’inflazione è aumentata dello 0,4% su base mensile e dello 0,9% rispetto a dicembre 2016. Questi dati sembrano andare a braccetto con i rincari subiti da quest’anno, che riguardano luce, gas, autostrade, ticket sanitari, conti correnti, i quali hanno subito un rialzo fino al 40% in più, senza contare l’infinita polemica sui sacchetti a pagamento, un altro balzello odioso per gli italiani.

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Prezzi in aumento su tutto (o quasi)

Andando nel dettaglio l’Istat sembra confermare un aumento dello +0,7% relativamente all’inflazione di fondo, ossia la misura che tiene conto delle componenti variabili come energia e alimentari freschi. Come abbiamo appena accennato ad inizio articolo, sono le famiglie con meno capacità di spesa a soffrire maggiormente l’aumento dei prezzi rispetto alle famiglie con con più potere d’acquisto. La differenza di percentuale è minima; 1,4% per i primi e 1,3% per i secondi. In particolare, a risentirne sono i prezzi degli alimenti non lavorati come (carne, pesce, frutta e verdura fresche) ma anche i carburanti, l’energia e il costo dei trasporti, più incisivo per le famiglie abbienti.

L’Istat spiega anche i motivi dei rialzi, “riconducibili sia all’accelerazione della crescita dei prezzi degli Alimentari non lavorati sia all’inversione della tendenza dei prezzi dei prodotti dell‘Energia”. A farne le spese, insomma, quei prodotti che vengono maggiormente acquistati definiti ad alta frequenza di acquisto: generi alimentari, i trasporti urbani, bevande alcoliche e analcoliche, tabacchi, giornali e i periodici, le spese per l’affitto, i beni non durevoli per la casa, i servizi per la pulizia e manutenzione della casa, i carburanti, i servizi di ristorazione e le spese di assistenza.

Su base annua, i rincari maggiori dei prezzi sono riferiti a trasporti, acqua, elettricità, prodotti alimentari, costi per l’abitazione, servizi ricettivi e di ristorazione.  

L’impatto è forte per le famiglie come sostiene Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori: “Per una coppia con due figli significa avere avuto nel 2017 una maggior spesa annua complessiva di 469 euro, 116 dei quali se ne sono andati per il solo carrello della spesa e 265 per i beni a maggior frequenza di acquisto, mentre per l’inesistente famiglia tipo Istat da 2,4 componenti, l’incremento dei prezzi dell’1,2% si traduce, in termini di aumento del costo della vita, in 364 euro in più nei dodici mesi, 90 per la spesa di tutti i giorni e 206 per i prodotti acquistati con più frequenza”.

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