Aumento dell’Iva, fake news: tutti i prodotti che potrebbero subire rincari

Quali prodotti potrebbero costare di più se aumentasse l'Iva? Intanto Di Mio parla di fake news.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Quali prodotti potrebbero costare di più se aumentasse l'Iva? Intanto Di Mio parla di fake news.

L’aumento dell’Iva potrebbe determinare rincari pesanti per alcuni prodotti di consumo. Secondo la Cgia di Mestre molti beni quotidiani potrebbero arrivare a costare di più. In vista della stesura della manovra economica, la Cgia boccia l’aumento dell’Iva ma fa alcune previsioni su quanto il rincaro della tassa potrebbe avere conseguenze negative su beni a largo consumo.

Quali prodotti potrebbero costare di più?

Tra i prodotti che usiamo tutti i giorni e che potrebbero arrivare ad un vero e proprio salasso, come riporta askanews.it, troviamo carne, biscotti, computer, elettrodomestici. Dunque non solo beni alimentari ma anche tecnologici ma di uso comune. Tra i prodotti alimentari a rischio salasso con Iva che passerebbe dal 10 all’11,5%, ci sono carne, pesce, aceto, acqua minerale, spezie, cacao, prodotti della pasticceria e biscotteria, cioccolato, salse, condimenti, preparati per zuppe e minestroni. Stessa sorte per altri prodotti non alimentari ma comunque di uso domestico come gas metano, energia elettrica, legna da ardere, ceppi, fino a veri e propri servizi che spaziano dallo svago all’abitabilità: teatro, hotel, ristrutturazioni edilizie, costruzione abitazione non di lusso non come prima casa, piante, fiori e bevande. Questi i prodotti che potrebbero vedere una salita fino all’11,5%.

Dal 22% al 24,2% invece il salasso riguarderebbe vino, calzature e abbigliamento, beni per la cura personale, barbiere e parrucchiere, centri benessere, prodotti di gioielleria, bigiotteria e orologi, borse, valige, elettrodomestici, mobili e prodotti per l’arredamento, biancheria per la casa, detersivi, pentole, posate e stoviglie, contenitori di alluminio, tovaglioli e piatti di carta, lavanderia, detersivi, giochi, riparazioni, olio e lubrificanti, pezzi di ricambio, macchine da scrivere e calcolatrici. Infine il salasso riguarderebbe anche i trasporti e l’auto nonché le tariffe per i liberi professionisti. E’ chiaro che un aumento dell’Iva, causerebbe un ulteriore esborso di denaro per il portafoglio già provato dai prezzi all’insù di carburante e bollette di luce e gas cresciute anche a causa dello spread.

Intanto Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, ha detto che“bisogna assolutamente evitare l’aumento dell’Iva, anche in forma selettiva. E non è nemmeno accettabile il baratto meno Iva più Irpef. Ricordo che da un eventuale scambio di questo genere, i 10 milioni di contribuenti Irpef che rientrano nella no tax area, che sono costituiti in particolar modo da pensionati al minimo, non avrebbero alcun vantaggio. Così come i disoccupati e le persone in gravi difficoltà economiche. Non pagando l’Irpef non beneficerebbero di alcuna riduzione di imposta, per contro, invece, si ritroverebbero pagare più Iva”

Per Di Maio aumento Iva è una fake news

Luigi Di Maio, intanto, è intervenuto a Radio 24 dove ha dichiarato che “Questa cosa che aumentiamo l’Iva è una fake news, il governo non permetterà ai soldi di entrare dalla porta e uscire dalla finestra. Questo non è un gioco delle tre carte che vogliamo fare con i cittadini”.

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Argomenti: Economia Italia, Politica, Politica italiana