Aumento delle accise sul diesel una “gretinata” che costerà soldi e inquinerà di più

Accise sul diesel parificate a quelle sulla benzina. Ipotesi che continua a girare negli ambienti del governo e che sarebbe un colpo alle tasche dei consumatori, oltre che un boomerang per l'ambiente.

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Accise sul diesel parificate a quelle sulla benzina. Ipotesi che continua a girare negli ambienti del governo e che sarebbe un colpo alle tasche dei consumatori, oltre che un boomerang per l'ambiente.

Meno auto a diesel e più a benzina in Europa, ma le emissioni di CO2 sono aumentate dell’1,6% per il secondo anno consecutivo. E l’Acea, l’associazione dei costruttori, nota come siano stati immatricolati 8,5 milioni di veicoli a benzina e 5,4 milioni a diesel, rispettivamente +0,9 e -1,2 milioni rispetto al 2017. In effetti, le auto a diesel inquinano di meno, perché pur emettendo più grammi di CO2 al litro rispetto a un motore a benzina, consuma di meno per compiere gli stessi chilometri. Pertanto, l’aumento delle emissioni in Europa sarebbe legato proprio alla crescita in circolazione delle auto a benzina rispetto a quelle a diesel.

Perché vi diciamo tutto questo? Prendendo la palla al balzo del “gretinismo” ed essendo a caccia di soldi per la legge di bilancio 2020, il governo giallorosso avrebbe puntato gli occhi sui 4,9 miliardi di euro di sussidi sinora impiegati per tenere le accise sul diesel più basse di quelle dovute sulla benzina. Sappiamo che tra le due tipologie di carburante sussiste una differenza di circa 11 centesimi al litro di minori accise per il diesel, che con l’azzeramento dei sussidi verrebbe meno, pesando su 17 milioni di auto per la media annuale di oltre 350 euro, considerando anche l’IVA, che graverebbe su una base imponibile maggiore.

Per quanto accennato sopra, lo stato finirebbe per tassare di più gli automobilisti che inquinano di meno, un paradosso che viene confermato dai numeri di un paio di anni fa pubblicati da Quattroruote.it e che restano attuali. Un litro di benzina emette 2,38 kg di CO2, uno di diesel 2,65. Tuttavia, per compiere 100 km una Fiat Panda 1.2 a benzina richiede circa 5,6 litri, una a diesel 4,3 litri, con il risultato che la tratta determina emissioni di CO2 per 13,3 kg nel primo caso, per meno di 114 kg nel secondo.

Stiamo dimostrando con i numeri che il diesel inquina di meno, non di più di un motore a benzina. Anzi, gli ultimi modelli di auto prodotte dalle case hanno persino ridotto i consumi di grammi di CO2 per litro dei motori diesel, per cui questi inquinano meno e indipendentemente dal fatto che consumino meno litri per compiere gli stessi km.

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Aumento accise diesel solo per fare cassa

Parliamoci con franchezza: il governo Conte non punta a tagliare le emissioni inquinanti, bensì a fare cassa con una misura ammantata da ecologia spicciola. Se così fosse, subiremmo un provvedimento devastante per la generalità dei consumatori, visto che ad aumentare sarebbero i prezzi dei beni trasportati, con particolari aggravi per gli alimentari freschi, oltre tutto senza alcun beneficio reale sul piano dell’inquinamento, perché si colpirebbero proprio le auto con emissioni minori di CO2 a parità di percorrenza.

Non sappiamo se i propositi di parte della maggioranza verranno tradotti in fatti. Aumentare le accise resta una misura largamente impopolare e che un governo che gode di così pessima salute a poco più di un mese di distanza dalla sua nascita non potrebbe permettersi di sostenere. Ma cadute le ipotesi alternative di tassare bibite gassate e merendine, biglietti aerei, pagamenti in contanti e prelievi al bancomat, il rischio che alla fine da qualche parte dovranno reperirsi svariati miliardi per evitare aumenti generalizzati dell’IVA (quelli selettivi restano sul tavolo) si fa ogni giorno più concreto. Magari non saranno parificate a quelle che gravano sulla benzina, ma le accise sul diesel sembrano orientate a salire. Strano destino per un governo, il cui azionista di maggioranza è quello stesso Luigi Di Maio, che pochi mesi fa andava a Parigi a sostenere le rivolte anti-Macron dei “gilet gialli”, esplose proprio per la volontà dell’Eliseo di aumentare le accise sul diesel.

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