Aumenti IVA, accise benzina: ecco l’alto rischio stangata da 25 miliardi in 3 anni

Ecco come il governo Renzi ha rinviato e aggravato il problema delle coperture di bilancio, esponendoci al rischio di una stangata da 25 miliardi in tre anni tra aumenti di IVA e accise su benzina, alcool e tabacco.

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Ecco come il governo Renzi ha rinviato e aggravato il problema delle coperture di bilancio, esponendoci al rischio di una stangata da 25 miliardi in tre anni tra aumenti di IVA e accise su benzina, alcool e tabacco.

Mentre divampa la polemica tra Italia e Commissione europea sulla legge di bilancio 2017, sono iniziati ad uscire i dettagli della manovra finanziaria del governo Renzi per l’anno prossimo, che riservano qualche sorpresa più amara del previsto. Per prima cosa, le entrate stimate dalla cosiddetta “voluntary disclosure” sono pari a 1,6 miliardi di euro, ma se il gettito fiscale dovesse risultare inferiore, da Roma è arrivata la rassicurazione che dal 10 settembre dell’anno prossimo scatterebbero aumenti di accise sulla benzina, gli alcoolici e tabacco fino a un massimo di 800 milioni, mentre i restanti 800 milioni sarebbero reperiti tramite tagli ai ministeri.

Le clausole di salvaguardia, quindi, sarebbero solamente rinviate, ma gli 800 milioni di cui sopra sarebbero solamente bazzecole, perché il vero rischio corso dai consumatori italiani lo si correrà nel 2018, anno in cui il governo si è impegnato ad alzare l’aliquota IVA più alta dal 22% al 25% e quella intermedia dal 10% al 13%. Gettito atteso: 19,8 miliardi. Ovviamente, sempre che l’esecutivo non sia in grado di coprire tale importo con altre misure, ovvero con aumenti di altre tasse e/o con tagli alla spesa pubblica. L’anno seguente, un altro aumento dello 0,9% dell’IVA potrebbe scattare. In tutto, saranno in ballo nel triennio 2017-’19 quasi 25 miliardi di euro. (Leggi anche: Clausole di salvaguardia addio?)

Il 2018 si vota, sarà difficile tagliare la spesa pubblica

Ora, dovremmo davvero confidare che i commissari europei continuino a dare un calcio al barattolo, consentendoci di usufruire dell’ennesima dose di flessibilità fiscale, altrimenti appare altamente improbabile che tra un anno, chiunque vi sarà al governo sia in grado di approvare tagli alla spesa per quasi una ventina di miliardi al solo fine di disinnescare gli aumenti dell’IVA. Salvo un anticipo del voto al 2017, infatti, il 2018 sarà un anno elettorale e nessuna coalizione si vorrà bruciare con misure di austerità, di fatto consegnando automaticamente la guida del paese al Movimento 5 Stelle. (Leggi anche: Flessibilità infinita per Renzi deriva da due grandi errori di Draghi)

Il punto è che sarebbe altrettanto impopolare consentire che scattino gli aumenti di IVA e accise sul carburante, cosa che avverrebbe puntualmente, qualora Bruxelles decidesse di non assecondarci all’infinito.

Tutto ciò ci spinge a prevedere non un abbassamento dei toni, bensì un aumento dello scontro tra governo italiano e Commissione europea nei prossimi mesi, quando sarà a tutti evidente il gioco sui conti pubblici del premier Matteo Renzi e del suo bonario ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, teso a rinviare i problemi di anno in anno, in attesa che arrivi una soluzione salvifica per il nostro bilancio statale.

 

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