Aumenti bollette luce e gas 2018: la batosta della socializzazione delle morosità

Mentre l'Arera ha fatto sapere a quanto ammonta più o meno la socializzazione dei pagamenti, il Codacons è sul piede di guerra contro gli aumenti tariffari.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Mentre l'Arera ha fatto sapere a quanto ammonta più o meno la socializzazione dei pagamenti, il Codacons è sul piede di guerra contro gli aumenti tariffari.

Continua la vicenda delle bollette della luce non pagate dai morosi, una vicenda che sembra tenerci col fiato sospeso ormai da settimane. Dopo la bufala dei 35 euro di aumenti e la relativa smentita, l’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha finalmente chiarito che i rincari non saranno così imponenti ma la cifra annua su cui impatterà questa decisione sarà di circa 2 euro all’anno. In ogni caso i consumatori e le associazioni sembrano sul piede di guerra e la maggior parte sembrano essere contro quella che è stata chiamata la socializzazione dei pagamenti.

La socializzazione dei pagamenti in arrivo

La polemica è nata dopo la delibera di Arera 50/2018, inerente gli oneri di sistema slegati dalle voci energetiche e la decisione di far pagare i costi non pagati agli utenti finali, considerando che si tratta di crediti irrecuperabili per i distributori. E mentre l’Arera ha fatto sapere di aver fatto di tutto per scongiurare il nuovo balzello ai danni degli utenti, nel contempo ha passato la palla al Parlamento e Governo, affermando che entrambi erano a conoscenza di ciò che stava succedendo. In ogni caso i tanti temuti rincari sono, anzi saranno, pari a 2 euro circa all’anno, una cifra davvero esigua se rapportata a quanto detto settimane fa ma ciò non è bastato a fermare il Codacons che ha presentato ricorso al Tar della Lombardia contro gli aumenti delle tariffe luce e gas.

Codacons contro aumenti luce e gas

Se ancora non c’è una data certa in merito all’avvio del pagamento dei 2 euro nella bolletta per via della socializzazione dei pagamenti (si parla comunque di 1 anno) il Codacons ha deciso di fare ricorso al Tar contro gli aumenti delle bollette scattate dal 1 gennaio 2018. Per la precisione l’associazione ha fatto sapere di aver notificato un ricorso contro “l’Aggiornamento, dal 1 gennaio 2018, delle componenti tariffarie destinate alla copertura degli oneri generali e di ulteriori componenti del settore elettrico e del settore gas‘.

Nel merito si fa riferimento alla voce dispersione nelle reti al Sud; l’Autorità giustificherebbe gli aumenti  rincarando i prezzi all’ingrosso a causa della scarsa produzione di idroelettrico del gas durante i mesi estivi e la dispersione nelle reti del Sud. Altri oneri insomma, che insieme al balzello dei morosi e lo sconto alle imprese energivore, rigirano i costi agli utenti finali. Nel comunicato diffuso dal Codacons si legge: “Occorre evidenziare che alla base degli aumenti deliberati per il settore elettrico e del gas vi sono dei fattori che non corrispondono ai costi reali di approvvigionamento ma a fattori speculativi che ineriscono il settore in questione”. La battaglia è aperta e sembra che durerà ancora molto.

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia