Attentato Parigi: perché l'ISIS vuole la vittoria della Le Pen, una strategia politica 'perfetta'

Attentato Parigi: l'ISIS intende influenzare il voto e spingere i francesi a votare pert la Le Pen. Il gioco delle parti: news e approfondimenti elezioni.

Carlo Pallavicini

Attentato Parigi: perché l'ISIS vuole la vittoria della Le Pen, una strategia politica 'perfetta'

L’attentato a Parigi di ieri non potrà che influenzare il voto per le elezioni presidenziali in Francia: l’ISIS ha deciso di intervenire alla vigilia del voto proprio perché intende spingere i francesi ad effettuare una certa scelta. Un attentato di questo tipo, lo diciamo chiaramente, non può che favorire la destra neofascista e xenofoba della Le Pen, la quale, soltanto pochi giorni fa, in un contestato comizio allo Zenith di Parigi aveva affermato forte e chiaro che, se ci fosse stata lei all’Eliseo, gli attentati che hanno insanguinato la Francia non si sarebbero verificati. Al di là della propaganda elettorale, non possiamo non chiederci perché l’ISIS intenda favorire il proprio nemico e avversario, colei che intende rispondere e combattere il terrorismo nella maniera più dura.

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Attentato Parigi: l’ISIS vuole davvero la Le Pen all’Eliseo?

È accaduto quello che si temeva. Proprio alla vigilia di una delle elezioni più in bilico in assoluto della Francia moderna, l’attentato di Parigi avrà conseguenze davvero importanti. Sono in molti a ritenere che la Le Pen ne uscirà rinforzata, ma analizziamo la notizia. L’attentato è avvenuto nella zona degli Champs-Élysées, una delle più belle e rappresentative della città di Parigi, e si è verificato con un tempismo perfetto, segno che l’ISIS non fa le cose a caso: si teneva, in quel momento, l’ultimo dibattito televisivo prima del voto che si terrà domenica. La notizia è giunta mentre stava parlando Benoit Hamon, il candidato socialista, ed è chiaro che l’andamento del confronto è cambiato. La Le Pen era già intervenuta e così non ha avuto modo di dire la sua: anche se è facile immaginare cosa avrebbe detto.

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Attentato Parigi: la strategia dell’ISIS è più raffinata di quello che immaginiamo

L’attentato di Parigi mostra anche un ulteriore elemento. Il tempismo perfetto con cui l’ISIS ha colpito al cuore della capitale francese, pochi giorni prima delle elezioni presidenziali che potrebbero cambiare il volto non solo della Francia ma anche dell’Europa, fa comprendere come vi sia una precisa strategia alle spalle. L’ISIS non è assolutamente un gruppo ‘primitivo’ di tagliagole, ma un commando politico dalle idee molto chiare: il terrorismo jihadista sa perfettamente come colpire non solo ‘fisicamente’ ma anche l’immaginario dell’Occidente, facendo piombare gli ‘infedeli’ nuovamente in un clima di paura generalizzato. L’ISIS vuole la guerra santa e vuole riconquistare posizioni proprio quando si trova in una situazione di particolare debolezza: la Le Pen è il candidato perfetto per l’ISIS, anche se può sembrare una follia. Sì, perché in questo modo l’Europa ne uscirebbe assolutamente indebolita e il nemico sarebbe ancora più perfettamente riconoscibile.

Attentato Parigi: l’ISIS ha già vinto?  

C’è da chiedersi, dunque, quale sarà l’impatto di questo attentato a Parigi: se la Francia sceglierà la Le Pen, che era in calo negli ultimi sondaggi, allora non solo avrà vinto l’estrema destra xenofoba, sovranista e neofascista, ma avrà vinto anche l’ISIS. Perché una guerra permanente non può che favorire i terrorismo jihadista. E, a questo punto, non sappiamo più se la Francia ha ancora gli anticorpi democratici contro quanto sta accadendo.

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