Attentati Bruxelles: obiettivo erano le centrali nucleari?

Secondo fonti di polizia citate da La Derniere Heure, l'obiettivo reale della cellula terroristica di Bruxelles sarebbe stata la centrale nucleare di Tihange.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Secondo fonti di polizia citate da La Derniere Heure, l'obiettivo reale della cellula terroristica di Bruxelles sarebbe stata la centrale nucleare di Tihange.

Fonti della polizia riportate da La Derniere Heure affermano che l’obiettivo reale dei terroristi sarebbe stato il sistema nucleare del Belgio, e più nel dettaglio la centrale nucleare di Tihange, Liegi. L’obiettivo sarebbe stato modificato in seguito all’arresto di Salah Abdeslam e del suo complice Choukri a Molenbeek. Questi arresti avrebbero quindi indotto la cellula ad accelerare le operazioni, cambiando il target finale. Infatti, sempre stando a fonti citate dalla Derniere Heure, le due persone che hanno prelevato la telecamera nascosta davanti alla casa del direttore di programma e ricerca e sviluppo nucleare belga erano proprio Ibrahim e Khalid El Bakraoui, i due fratelli kamikaze che si sono fatti esplodere rispettivamente all’aeroporto e nella metropolitana.   [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]Il vero obiettivo degli attentatori di #Bruxelles era il sistema nucleare belga?[/tweet_box]   La telecamera è stata infatti rubata poco dopo gli attentati di Parigi e questo fatto mostrerebbe ulteriormente il legame forte tra gli attentati di Parigi dello scorso 13 novembre e quelli di Bruxelles del 22 marzo. Nel video in questione i terroristi hanno studiato ingressi e uscite al fine di colpire al momento giusto. Il video sequestrato lo scorso dicembre dall’abitazione di Mohamed Bakkali è stato attentamente studiato dalle forze di polizia belga, che poi hanno messo in sicurezza lo scorso 17 febbraio le centrali nucleari del Paese, con 140 militari. Anche questa misura potrebbe aver indotto la cellula terroristica a modificare l’obiettivo finale, ovvero la metro e l’aeroporto, ritenuti obiettivi “più facili”.   Il risultato di queste indagini ha portato a considerare che la cellula terroristica in azione a Parigi e a Bruxelles sia la stessa. Una cellula terroristica parecchio ampia, che include più di una trentina di persone, una dozzina delle quali sarebbe morta durante gli attentati. La maggior parte dei membri di questa cellula sono partiti in Siria anni fa per essere addestrati. Quindi sono ritornati in Europa per pianificare gli attentati. Quello del 22 marzo a Bruxelles sarebbe stato previsto per il lunedì di Pasqua, secondo fonti di VTM, ma l’arresto di Salah avrebbe accelerato drasticamente le operazioni, portando i terroristi a compiere alcuni errori, poiché di fatto l’attentato potrebbe essere stato molto più grave.   Intanto spunta un nome per il terzo ricercato nella foto che sta facendo il giro dei media negli ultimi giorni: l’uomo con il vestito e il cappellino chiaro corrisponderebbe a un certo Oussama A. in base ad alcune informazioni riportate da La DH, ma s’ignora ancora il suo ruolo nelle operazioni.   Restano comunque ancora molti dubbi sulla pianificazione degli attentati di Bruxelles: il 22 marzo, infatti, è circolata la notizia che Bruxelles non sarebbe stata tra gli obiettivi. Si puntava fondamentalmente a stazioni e aeroporti europei, forse di altre nazioni, ma l’arresto di Salah ha cambiato le carte in tavola. La rivelazione di La DH ha invece puntato ancora una volta l’attenzione sul Belgio come target sensibile: un attacco al sistema nucleare del Paese avrebbe causato danni più gravi e un rumore più eclatante, ma ancora adesso è difficile credere che l’obiettivo sia mutato così drasticamente.

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Argomenti: Allarme Terrorismo, ISIL-ISIS - Stato Islamico