Aste Tltro II: banche chiederanno pochi prestiti, nuovo flop di Draghi

Nuove aste Tltro: le banche dell'Eurozona non chiederanno grossi prestiti alla BCE domani, segno che il credito all'economia non riparte.

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Nuove aste Tltro: le banche dell'Eurozona non chiederanno grossi prestiti alla BCE domani, segno che il credito all'economia non riparte.

Il cavallo continua a non bere. Nonostante l’ampia disponibilità di liquidità fresca da parte della BCE, le banche dell’Eurozona non richiederanno alle nuove aste Tltro di domani grossi prestiti. Lo ha riferito una fonte interna a Francoforte all’agenzia Reuters.

Le attese sarebbero basse, pari a poche decine di miliardi di euro, un nonnulla, considerando che potrebbero richiedere fino a un massimo di 1.600 miliardi e che alle precedenti aste Tltro hanno portato a casa più di 500 miliardi, di cui 82,6 alla prima occasione utile, che risale al settembre di due anni fa.

L’istituto ha messo le mani avanti, sostenendo che il successo dell’operazione non dovrà essere giudicato sulla base dell’ammontare dei prestiti richiesti. Un modo per nascondere quello, che con molta probabilità sarà l’ennesimo flop della politica monetaria di Mario Draghi, tesa a ravvivare il credito nell’unione monetaria, che resta, invece, anemico.

Crisi credito permane

Le nuove aste Tltro rientrano nel potenziamento degli stimoli della BCE, deciso il 10 marzo scorso. Consistono nella possibilità per le banche di richiedere liquidità per un ammontare fino al 30% del portafoglio già a bilancio al 31 gennaio scorso (mutui ipotecari esclusi) e per una durata massima di 4 anni. I tassi applicati saranno massimo dello zero percento e minimo del -0,4%, a seconda del tasso di crescita dei prestiti concessi alle imprese, che la banca beneficiaria esibirà su base annua.

Il target di riferimento è del 2,5%: se la banca concede prestiti per il 2,5% in più rispetto all’anno precedente, la liquidità ottenuta dalla BCE sarà rimborsati al tasso del -0,4%. Se, invece, concedesse solo l’1,25% in più di prestiti, il tasso raddoppierebbe al -0,2%. E così via.ù

 

 

 

Tassi negativi non spingono prestiti banche

Queste condizioni sono ultra-favorevoli e sostanzialmente implicano che alle banche la liquidità girata dalla BCE non solo sarà gratis, ma persino con un margine di guadagno. Questo significano, infatti, i tassi negativi. La misura è finalizzata a compensare parzialmente l’onere che gli istituti patiscono dai tassi overnight negativi (-0,4%) imposti dalla BCE sugli eccessi di liquidità parcheggiati presso i suoi sportelli.

Eppure, nonostante ciò, non c’è traccia di una corsa al credito, nemmeno se a pagare sarà la BCE. Attenzione, perché formalmente quella di domani potrà apparire un’asta di estremo successo, in quanto le richieste delle banche potrebbero arrivare sui 435 miliardi o anche più, ma 423 di questi altro non sono che i vecchi prestiti, che saranno “swappati” con quelli nuovi, le cui condizioni contrattuali risultano più convenienti.

Dunque, le banche dell’Eurozona domani potrebbero chiedere prestiti nuovi effettivi per una ventina di miliardi, un vero flop, che la dice lunga sulla ripresa del credito nell’area e sullo stato di salute sia delle imprese che degli stessi istituti.

 

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