Partite di calcio su canale Lega? Ipotesi concreta dopo flop asta diritti TV serie A

Il calcio di serie A non sappiamo ancora dove e se verrà trasmesso in una rete televisiva. Mediaset si è tirata indietro (per ora) e la Lega ipotizza di crearsi un canale per conto suo.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il calcio di serie A non sappiamo ancora dove e se verrà trasmesso in una rete televisiva. Mediaset si è tirata indietro (per ora) e la Lega ipotizza di crearsi un canale per conto suo.

E’ andato tutto storto all’asta della settimana scorsa per l’assegnazione dei diritti TV per la serie A di calcio, relativamente al triennio 2018-2021. Contrariamente alle attese di un miliardo, le offerte si sono fermate complessivamente a 540 milioni. All’apertura delle buste, ai dirigenti della Lega Calcio è preso un coccolone, quando hanno scoperto l’entità delle proposte, che riguardavano 5 pacchetti, ciascuno comprendente squadre omogenee per numero di tifosi. Il pacchetto più ricco, quello per mandare in onda complessivi 248 match di 8 squadre, tra cui Juventus, Milan, Inter e Napoli, ha raccolto appena 230 milioni da parte di Sky, 30 in più del minimo richiesto; il quarto pacchetto comprendeva, invece, 12 club per un totale di 324 eventi, tra cui quelli di Roma, Lazio, Fiorentina e Torino e sempre la TV satellitare di Rupert Murdoch ha offerto 210 milioni, quando la base d’asta era di 400 milioni.

Perform Group, un operatore britannico, ha presentato offerte per i pacchetti C e D, ma avanzando la proposta di appena 100 milioni per entrambi, quando la Lega avrebbe desiderato un minimo di 100 milioni per ciascuno. Il vero shock è stato l’assenza di Mediaset dalla gara, che non solo ha comunicato di non volere presentare alcuna offerta, ma ha anche fatto ricorso all’Autorità Garante per le Comunicazioni, sostenendo che le modalità di assegnazione dei diritti TV sarebbero in contrasto con le ragioni della concorrenza, visto che obbligherebbe un tifoso ad aderire a un’unica proposta commerciale.

Dalla competizione si sono sfilati anche TIM e Amazon, con quest’ultima ad avere segnalato interesse per la serie A prima dell’asta. La compagnia telefonica ha smentito anche solo di avere pensato di partecipare all’assegnazione dei diritti. Risultato? All’unanimità i dirigenti della Lega hanno respinto le offerte e il presidente della Federcalcio, nonché commissario della Lega, Carlo Tavecchio, ha comunicato che si terrà una nuova asta dopo l’estate, “a 5-6 mesi di distanza prima dell’inizio della nuova stagione”. (Leggi anche: Calcio, diritti TV e streaming 2018-2021: cambia tutto)

Ipotesi di un canale Lega di calcio

Dalla Lega s’avanza un’idea a dir poco rivoluzionaria e che sta vedendo il sostegno del patron del Torino, oltre che proprietario di La7 e azionista di controllo di Rcs, il gruppo editoriale che fa capo al Corriere della Sera. Urbano Cairo ha appoggiato l’ipotesi di creare un canale della Lega, che sull’esempio della Spagna potrebbe riuscire non solo a incassare almeno un miliardo di euro (le cifre si confrontano con gli 1-2 miliardi di incassi dai diritti TV presso gli altri campionati europei), ma anche a esportare il calcio italiano all’estero.

Cairo lo dice esplicitamente: “alla fine potrebbe essere una benedizione”, spiega, quanto è accaduto nei giorni scorsi. Se i principali operatori sul satellite e digitale terrestre non mostrassero alcuna intenzione di pagare il giusto, aggiunge, allora l’alternativa sarebbe mettere su un gruppo di esperti, in grado di mandare in onda le competizioni dei club calcistici italiani, al contempo cercando di massimizzare le loro entrate. (Leggi anche: Diritti TV serie A e B: Mediaset vuol fare la parte del leone)

E oggi si assegnano i diritti per la Champions League

Quest’oggi, invece, le buste si apriranno per l’assegnazione dei diritti per le partite della Champions League per il triennio 2018-2021. Per quello in corso, sono di proprietà di Mediaset, che con Premium ha speso 700 milioni, una cifra monstre, apparentemente spropositata per gli incassi effettivi realizzati, a causa di una crescita insufficiente del numero degli abbonati. E dire che l’ottima performance della Juventus quest’anno avrebbe contribuito non poco a rafforzare la campagna abbonamenti.

In corsa per aggiudicarsi i diritti sembra Sky, con Mediaset tendenzialmente fuori dai giochi, rimasta scottata dall’esborso rivelatosi eccessivo per il triennio 2015-2018. La società del gruppo Murdoch potrebbe condividere le partite in chiaro con la Rai, mentre più difficile appare un accordo con il Biscione, dopo che questi si è rifiutato di fare lo stesso per il pacchetto di cui detiene attualmente i diritti. (Leggi anche: Champions League Juventus: vittoria mancata ma bilancio sorride)

Serie A si allontana dai grandi campionati europei di calcio

La Lega spera adesso che alla prossima asta di autunno, il duetto tra Mediaset e TIM possa contrastare Sky e Perform, generando una virtuosa concorrenza a tutto vantaggio delle squadre di calcio. Se così non fosse, quella che sinora appare perlopiù una “minaccia”, tesa a bilanciare il peso negoziale dei gruppi televisivi, potrebbe trasformarsi in realtà.

Un canale della Lega appare oggi un’ipotesi più concreta anche per via delle vicissitudini interne al Milan. Fino a quando il club meneghino era di proprietà della famiglia Berlusconi, a sua volta anche a capo di Mediaset, vi era un interesse esplicito per il Biscione a partecipare almeno alle gare per i diritti di serie A e Champions, dato che parte degli esborsi finiva proprio nelle tasche di un club dello stesso gruppo.

Altra cosa, infine, è toccare con mano la modesta valutazione della nostra serie A da parte di chi ne dovrebbe trasmettere le competizioni. Un’offerta di appena mezzo miliardo per le prossime tre stagioni appare quasi umiliante, considerando che per il triennio in corso erano stati sganciati 943 milioni, quasi il doppio. Confronto a dir poco da impallidire con gli altri principali campionati: la Premier League ha incassato nel campionato appena conclusosi circa 2 miliardi di euro, mentre la Liga Spagnola oltre 1,5 miliardi. (Leggi anche: Diritti TV seria A: perché la distribuzione in Italia è meno equa)

 

 

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia, Economia nel pallone

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