Aspettando la zona gialla: regole, impatto per l’economia e i rischi dopo agosto segnalati da Israele

Sicilia e Sardegna saranno con ogni probabilità zona gialla dalla seconda metà di agosto. Ed è solo l'antipasto dell'autunno.

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I rischi della zona gialla

Sicilia e Sardegna sono le principali regioni italiane a rischio di ingresso nella zona gialla tra qualche settimana. Il tasso di occupazione dei posti letto nelle terapie intensive è rispettivamente del 6,8% e dell’11,2%. Il governo ha fissato di recente al 10% la soglia critica, oltre la quale scatta il passaggio dalla zona bianca, contestualmente al 15% per i ricoveri con sintomi lievi. Liguria e Lazio sarebbero altre realtà a rischio con 6,5% e 6,7% rispettivamente.

In zona gialla, ci si potrà sedere al chiuso in bar e ristoranti solo fino alle ore 18. All’aperto, invece, la consumazione resta sempre possibile, ma solo al tavolo. Scatta, poi, l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto per tutti coloro che hanno più di 6 anni di età. Non compare la temuta restrizione del coprifuoco, che il governo ha provveduto quest’estate ad eliminare per la zona gialla. Un modo per salvare la stagione turistica.

Ecco la nuova zona gialla

L’impatto sull’economia non sarebbe significativo. Di fatto, in zona gialla si continuerà a vivere e a spostarsi grosso modo come in zona bianca. Tuttavia, è un segnale d’allarme. Tanto più che da Israele arrivano dati poco confortanti, nonostante il 60% della popolazione risulti vaccinato completamente. A causa della variante Delta, i casi giornalieri sono aumentati a una media di 4.000 su una popolazione di poco oltre 9 milioni di abitanti. Come se in Italia fossimo tra 25 e 30 mila al giorno.

E dalla fine di luglio sono risaliti i decessi, pur restando contenuti a una dozzina al giorno. Molto negativi i dati su ricoveri e terapie intensive: 643 e 72 rispettivamente. Un mese fa, stavano sotto 100 i primi e a 15 i secondi.

Il balzo è evidente. Questo ci induce a pensare che le restrizioni “light” imposte per la zona gialla in Italia siano solamente temporanee. Quando l’estate sarà alle spalle, cioè sul piano turistico tra un paio di settimane, vedrete che il governo tornerà a inasprire le regole. Il coprifuoco verrà verosimilmente reintrodotto e con ogni probabilità si legheranno i tassi di vaccinazione all’assegnazione dei vari colori alle regioni. In pratica, meno vaccini e più corri il rischio di restrizioni severe.

Il direttore dell’Oxford Vaccine Group, Sir Andrew Pollard, ha dichiarato ieri che l’immunità di gregge non potrà essere raggiunta a causa della variante Delta. Tradotto: non ci libereremo delle restrizioni anti-Covid neppure nei prossimi mesi. La guardia resta alta e con l’arrivo dell’autunno c’è da scommettere che rivedremo ripristinate alcune limitazioni imposte già nell’ultimo anno e mezzo. Chi si è esaltato per il rimbalzo del PIL italiano nel secondo trimestre, forse farà i conti con i dati della seconda metà dell’anno.

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