Asili nido, rette gratis per famiglie con redditi bassi: servono 9 miliardi per una copertura totale

L'Ue ha stabilito l'obiettivo minimo del 33 per cento di bambini sotto i 3 anni presenti negli asili nido, con l'Italia che riesce invece a raggiungere a malapena il 10 per cento.

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L'Ue ha stabilito l'obiettivo minimo del 33 per cento di bambini sotto i 3 anni presenti negli asili nido, con l'Italia che riesce invece a raggiungere a malapena il 10 per cento.

Il governo M5S e Pd punta ad aumentare i posti negli asili nido e ad azzerare le rette per le famiglie con redditi bassi. Durante il suo discorso alla Camera dei Deputati, mentre in piazza Montecitorio andava in scena la protesta di Lega Nord e Fratelli d’Italia guidata da Matteo Salvini e Giorgia Meloni, il premier Giuseppe Conte confermava la volontà del nuovo esecutivo giallorosso di finanziare le rette degli asili nido alle famiglie più bisognose a partire dal 2020/2021.

Secondo gli ultimi dati Istat, soltanto il 10 per cento dei bambini (1 su 10) di età inferiore ai 3 anni riesce a frequentare l’asilo nido. Ad oggi, la spesa pubblica è quantificata in 1,2 miliardi di euro, cifra che dovrebbe essere aumentata a 9 miliardi soltanto per garantire la copertura totale. A tale somma andrebbe poi ad aggiungersi la spesa che lo Stato sosterrebbe per finanziare le rette dell’asilo nido alle famiglie con redditi bassi.

Italia lontana dall’obiettivo minimo fissato dall’Unione europea

L’Ue ha stabilito l’obiettivo minimo del 33 per cento di bambini sotto i 3 anni presenti negli asili nido, con l’Italia che riesce invece a raggiungere a malapena il 10 per cento. Il Fatto Quotidiano, che riporta i dati di Anci, sottolinea come occorrerebbero poco più di 2 miliardi di euro per raggiungere quantomeno l’obiettivo fissato dall’Unione europea con il Trattato di Lisbona. Di fronte alle cifre appena citate, lo stanziamento di 300 milioni di euro per la proroga del Bonus asilo nido per tutto il 2019 (1.500 euro per 11 mensilità senza limiti di reddito) risulta insufficiente.

“Usare i risparmi di quota 100”

Chiara Saraceno, nota sociologa ed esperta di welfare, in occasione di una recente intervista al Fatto Quotidiano ha rilanciato l’idea di utilizzare i risparmi ottenuti da quota 100 (circa 100 mila domande in meno rispetto a quelle preventivate all’inizio) per finanziare la misura. In realtà i soldi non spesi per quota 100 sono già stati impegnati per la riduzione del deficit e scongiurare l’aumento dell’IVA a partire dal 1° gennaio 2020.

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