Arricchirsi con il Covid: +6,6 miliardi di dollari guadagnati in un solo giorno

Il boom in borsa delle azioni Zoom hanno fatto impennare il patrimonio del fondatore e ceo Eric Yuan, che adesso è diventato uno degli uomini più ricchi al mondo.

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Il boom in borsa delle azioni Zoom hanno fatto impennare il patrimonio del fondatore e ceo Eric Yuan, che adesso è diventato uno degli uomini più ricchi al mondo.

Dici Covid e pensi crisi. Vero, ma non per tutti. La pandemia ha colpito brutalmente le economie di tutto il pianeta, a causa delle restrizioni imposte dai governi ai cittadini per contrastare i contagi. Eppure, ogni crisi costituisce anche un’opportunità per qualcuno. E’ il caso di Eric Yuan, amministratore delegato di Zoom, una società pressoché sconosciuta ai più fino agli inizi di quest’anno, quando l’emergenza sanitaria ha reso celebri i suoi servizi di teleconferenza. Avete presente Skype? Zoom ne ha surclassato il successo da marzo in poi, grazie alla possibilità offerta di seguire lezioni o di collegarsi in video per lavoro per centinaia di persone contemporaneamente.

L’impossibilità fisica di assembrarsi ha fatto esplodere la domanda di servizi di questo genere, tant’è che nello scorso trimestre Zoom ha fatturato 663,5 milioni di dollari, +355% su base annua. Nel trimestre precedente, aveva registrato ricavi per 328 milioni, in crescita annuale del 169%. Da inizio anno, le azioni al Nasdaq hanno segnato un boom del 516%. Pensate che solamente il lunedì scorso, a seguito della pubblicazione dell’ultima trimestrale, il titolo si è impennato del 41% in una sola seduta. E Yuan, che detiene oltre 50 milioni di azioni della società che guida, ha visto salire la sua ricchezza di ben 6,6 miliardi di dollari in poche ore. Il cinquantenne possiede adesso una fortuna di 23 miliardi, divenendo così uno degli uomini più ricchi al mondo.

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Il boom inarrestabile di Zoom

In termini di capitalizzazione, Zoom è arrivata a 125 miliardi lunedì, scendendo successivamente poco sotto i 120. A inizio anno, valeva appena 19 miliardi in borsa, cioè 100 in meno di oggi.

E’ la dimostrazione più lampante di come il Covid sia stato “disruptive” per l’economia globale, portando al collasso alcune attività e facendone emergere di altri, accelerando un trend che avrebbe probabilmente impiegato anni e anni per raggiungere gli stessi risultati che sono stati ottenuti in poche settimane di emergenza sanitaria.

Si potrebbe dubitare che Zoom sia un business passeggero, destinato a “sgonfiarsi” con il ritorno alla normalità per miliardi di persone nel mondo. Invece, s’insinua in una tendenza che appare inarrestabile, perché come abbiamo appena scritto, saremmo andati verso quella direzione comunque, semplicemente la pandemia ha accelerato tempi e processi. E chi crede che la pratica dello smart working sia destinata ad essere soppiantata per essere trattata come un capriccio tra pochi mesi si sbaglia di grosso. Il Covid ha messo in moto un treno che non si fermerà e la differenza sta tutta tra chi lo guida o vi è già salito a bordo e chi pensa di prendere il solito tram. Questo non esclude, tuttavia, che la borsa si sia fatta prendere la mano e le azioni Zoom siano cresciute fin troppo. Secondo Morningstar, ad esempio, il prezzo corretto sarebbe di 153, poco più di un terzo del valore attuale.

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