'Argentina, peso stabile dopo la svalutazione e riserve in risalita

Argentina, peso stabile dopo la svalutazione e riserve in risalita

Svalutazione meno dura delle attese in Argentina, tanto che le riserve valutarie stanno tornando a salire. I primi giorni di Mauricio Macri alla presidenza piacciono al mercato.

di , pubblicato il
Svalutazione meno dura delle attese in Argentina, tanto che le riserve valutarie stanno tornando a salire. I primi giorni di Mauricio Macri alla presidenza piacciono al mercato.

Sono passati 12 giorni dalla svalutazione del peso in Argentina, dopo che il ministro delle Finanze, Alfonso Prat-Gay, ha annunciato la libera fluttuazione del cambio. Il rapporto con il dollaro è passato da 9,74 al 13,11 di ieri sera, per cui la valuta locale ha perso intorno al 30%, tanto, ma non troppo. Soprattutto, sembra che il cambio si sia stabilizzato a un livello più forte di quello che il mercato e il governo si aspettavano fino a un paio di settimane fa. Infatti, il giorno della svalutazione, il cambio tra peso e dollaro sul mercato nero viaggiava sopra 14, mentre fino a pochi mesi fa il passaggio era temuto perché s’ipotizzava che ci si sarebbe portati fino a un rapporto di 16 a 1. Lo stesso Prat-Gay aveva dichiarato prima dell’annuncio che se il cambio si fosse portato solo fino a 13, sarebbe stato sopravvalutato. Se è ancora presto per capire in quale direzione andrà il mercato valutario nelle prossime settimane, una cosa è sembrata già lampante: la corsa ai dollari da parte degli argentini non c’è stata. Quel che conforta è anche che la banca centrale del neo-governatore Federico Sturzenegger non è intervenuta per difendere il cambio o per stabilizzare le riserve, per cui l’aggiustamento sarebbe interamente dovuto alle libere forze del mercato.

Riserve Argentina risalgono

Un altro dato positivo emerso in queste ore è che le riserve valutarie dell’istituto sono risalite per la prima volta da 19 giorni sopra i 25 miliardi, attestandosi a 25,075 miliardi di dollari, in crescita di 217 milioni rispetto alla seduta precedente (+0,88%) e di 933 milioni (+3,9%) dal giorno di inizio della svalutazione. Pur restando ancora ai minimi dal mese di giugno del 2006, il dato rivela che non solo il livello delle riserve non è crollato con la libera oscillazione del cambio, ma con il passare dei giorni mostra una timida risalita, facendo ben sperare anche per il futuro.

       

Fiducia in Macri, default Argentina sta per finire?

E’ evidente che gli argentini stiano riponendo nel nuovo governo più fiducia delle aspettative, rinunciando a cambiare pesos contro dollari in misura massiccia. D’altra parte, il presidente Mauricio Macri continua a lanciare messaggi rassicuranti per il mercato, avendo già tagliato i dazi sulle esportazioni e adesso annunciando di volere allargare la squadra legale negoziale, che dal prossimo mese tratti con i fondi “avvoltoi” un accordo, che ponga fine al secondo default dal 2002. In lizza per fare parte dei legali di Buenos Aires ci sono gli studi di Shearman & Sterling e Watchell Lipton Rosen & Katz. Non è un mistero che il nuovo governo non veda di buon occhio alcuni dei legali, che hanno difeso l’Argentina sotto la presidenza Kirchner. Tuttavia, nessuno dovrebbe essere licenziato, mentre a cambiare sarà certamente la strategia negoziale. Macri ha già incontrato il mediatore Daniel Pollack prima ancora di assumere formalmente la presidenza. I colloqui dovrebbero riprendere dalla metà di gennaio. I fondi, guidati da Elliott Management, hanno vinto la lunga battaglia legale contro Buenos Aires dinnanzi al giudice di New York, Thomas Griesa, potendo rivendicare il pagamento del 100% del valore dei bond acquistati dopo il default di 14 anni fa, pur non avendo accettato alcun accordo per la loro ristrutturazione. Per quanto non sarà facile e immediata un’intesa, il clima sembra molto cambiato. Anche ciò contribuisce a spiegare i dati sul peso e sulle riserve.      

Argomenti: , ,