Argentina, peso atteso in calo del 15% entro il 2016. Acquisti record di dollari

Il peso argentino perde il 4% in 4 mesi contro il dollaro, ma potrebbe cedere il 15% entro il 2016. A poche settimane dal voto, è corsa al dollaro.

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Il peso argentino perde il 4% in 4 mesi contro il dollaro, ma potrebbe cedere il 15% entro il 2016. A poche settimane dal voto, è corsa al dollaro.

Nonostante i controlli sui capitali introdotti da tempo in Argentina, nella prima metà di settembre sono stati acquistati 492 milioni di dollari, il 72% dell’intero importo richiesto ad agosto, pari al record di 680 milioni di dollari. I 29.440 compratori hanno acquistato così mediamente 558 dollari a testa, meno dei 666 di luglio e dei 690 del mese scorso, ma la corsa al biglietto verde è evidente, quando manca un mese alle elezioni presidenziali, che porranno certamente fine all’era Kirchner, ma forse non al kirchnerisimo.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/attualita/elezioni-argentina-le-primarie-suggeriscono-la-fine-dellera-kirchner/  

Elezioni Argentina un rebus

Il candidato peronista e giustizialista della presidenta in carica, Daniel Scioli, ha ottenuto alle primarie di agosto il 37%, mentre il sindaco di Buenos Aires, suo diretto avversario, Mauricio Macri, insegue con il 31,3%. Al terzo posto un fuoriuscito dal partito della Kirchner, Sergio Massa, che ha ottenuto il 12,7%. Il complesso sistema elettorale argentino non ci consente di capire sin d’ora quale potrebbe essere l’esito del voto. E’ molto probabile che serva un secondo turno. Il favorito resta Scioli, ma una vittoria di Macri, anche grazie all’alleanza con Massa, non sarebbe uno scenario remoto. Tutt’altro. E il terzo arrivato, forse determinante in un ipotetico ballottaggio, ha promesso, in caso vincesse le elezioni: eliminerebbe i controlli sui capitali, aprirebbe le frontiere commerciali e finanziarie dell’Argentina e porrebbe fine ad anni di tasso di cambio controllato.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/argentina-massa-promette-via-controlli-sul-peso-e-accordo-con-i-fondi-sul-debito/  

Peso argentino sopravvalutato

Il peso può oscillare all’interno di una banda contro il dollaro. Ciò ha frenato il suo deprezzamento, nonostante la recessione in corso e l’inflazione intorno al 40% (la metà per le statistiche ufficiali). Dall’inizio di maggio ad oggi, il cambio si è indebolito del 4%, ma stando alle stime di Ecometrica, un istituto indipendente di analisi economica, entro la fine del prossimo anno, il rapporto con il dollaro dovrebbe scivolare a 11, ossia il cambio argentino dovrebbe indebolirsi di un ulteriore 15%. Sul mercato nero, un dollaro vale 15,68 pesos, il 40% in più rispetto al cambio ufficiale. Il governatore kirchneriano della banca centrale, Alejandro Vanoli, che nell’ottobre dello scorso anno ha preso il posto del dimissionario Juan Carlos Fabrega, ha attaccato la proposta di un cambio flessibile, sostenendo che non ci sarebbero sufficienti riserve per difenderlo, ma ammettendo allo stesso tempo che il peso collasserebbe, ovvero che i livelli attuali sarebbero di gran lunga insostenibili, in quanto frutto di una sopravvalutazione forzata.   APPROFONDISCI – https://www.

investireoggi.it/economia/argentina-i-dubbi-sulle-riserve-e-lo-shock-sul-peso-il-cambio-reale-col-dollaro-a-21/  

Bond Argentina guadagnano

Naturale che gli argentini si premuniscano per evitare il peggio e chi può compra dollari oggi, anziché attendere di farlo a costi ben più elevati. Nel frattempo, i bond governativi a 25 anni  rendono 7,57%, 70 punti base in meno da inizio mese e oltre 130 bp in meno dalla metà di luglio; all’inizio dell’anno, erano al 9,3%. Analogo l’andamento sulla scadenza decennale, dove i rendimenti si attestano al più elevato 8,77% (la curva dei tassi è invertita), -23 bp su base mensile e -150 bp dall’inizio dell’anno. In sostanza, il mercato, noncurante del rischio immediato di svalutazione, guarda con maggiore attenzione a questi titoli a lungo termine, scommettendo su un cambio di passo nella gestione della politica monetaria e, in particolare, della diatriba in corso con la giustizia americana, che ha portato al default tecnico dell’Argentina nel luglio dello scorso anno, il secondo dal 2002.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/lonu-approva-la-risoluzione-dellargentina-sulla-ristrutturazione-dei-bond/  

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