'Argentina, la svalutazione del peso è vicina con le dimissioni di Vanoli

Argentina, la svalutazione del peso è vicina con le dimissioni di Vanoli

In Argentina si dimette il governatore della banca centrale. La svalutazione del peso potrebbe avvenire giù lunedì.

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In Argentina si dimette il governatore della banca centrale. La svalutazione del peso potrebbe avvenire giù lunedì.

Alejandro Vanoli, governatore della banca centrale argentina, sta per annunciare le sue dimissioni, a un giorno dall’insediamento del nuovo presidente Mauricio Macri, come aveva fatto trapelare nelle settimane precedenti alle elezioni. In questi attimi, sta incontrando il probabile successore Federico Sturzenegger, al quale dovrebbe comunicare alcuni dati salienti sulla gestione dell’istituto. Starebbero per dimettersi anche il vice-governatore e qualche consigliere del board vicino al governo uscente.

Riserve Argentina ai minimi da anni

In piena campagna elettorale, Vanoli aveva criticato la proposta di Macri di svalutare il peso il giorno stesso del suo insediamento, lasciando fluttuare liberamente sul mercato dei cambi, sostenendo che la banca centrale non avrebbe sufficienti riserve valutarie per resistere all’operazione. Per contro, l’allora sindaco di Buenos Aires aveva denunciato il governatore centrale per alcune operazioni finanziarie sospette e ai danni dell’istituto, tanto che la Procura della capitale aveva inviato gli agenti a perquisire gli uffici di Vanoli a ridosso del secondo turno delle elezioni presidenziali. I dissidi tra il nuovo capo dello stato e il responsabile della politica monetaria sono così forti, che la decisione era nell’aria da giorni. Le dimissioni, che potrebbero essere formalizzate tra oggi e domani, accelerano la svalutazione del peso, che stando al nuovo ministro delle Finanze, Alfonso Prat-Gay, potrebbe avvenire il 14 di questo mese, salvo che per allora non sia in carica un nuovo governatore centrale. Infatti, il nuovo governo teme che senza la collaborazione dell’istituto e senza avere accortezza puntuale delle cifre sulle riserve di dollari, l’operazione potrebbe comportare qualche rischio, per cui sarebbe preferibile che sia eventualmente rimandata.      

Svalutazione peso già da lunedì?

A questo punto, invece, il peso potrebbe essere lasciato libero di oscillare sul mercato già dal prossimo lunedì.

La svalutazione attesa è nell’ordine di circa il 35%, considerando che al cambio ufficiale si ha un peso di 9,60 contro il dollaro e sul mercato nero tra 15 e 16. Aldilà della singola misura, l’eredità che Vanoli lascia al successore è pesante. Le riserve valutarie sono diminuite formalmente nei suoi 14 mesi in carica di soli 2,9 miliardi, scendendo ad appena 25 miliardi di dollari, sufficienti a coprire non oltre 5 mesi di importazioni. Tuttavia, si calcola che sarebbero scese di altri 11,35 miliardi, se la banca centrale non si fosse fatta prestare denaro di pari importo in yuan dalla People’s Bank of China. E ciò, nonostante gli stringenti controlli sui capitali, tesi a rallentare la domanda di valuta straniera nel paese. A fronte di un’inflazione del 26%, Vanoli ha emesso su base annua il 37% di pesos in più, ossia più moneta di quella che sarebbe sufficiente a coprire l’aumento dei prezzi. Al contrario, il suo predecessore Carlos Fabregas aveva emesso meno pesos del tasso d’inflazione, consentendo così a quest’ultima di decelerare, ma costretto nei fatti alle dimissioni per le critiche pubbliche ricevute dalla presidenta uscente Cristina Fernandez de Kirchner.  

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