'Argentina, il default fa bene alla provincia di Buenos Aires. E' corsa ai bond locali

Argentina, il default fa bene alla provincia di Buenos Aires. E’ corsa ai bond locali

La provincia di Buenos Aires approfitta delle difficoltà del governo nazionale, alle prese con il secondo default in 12 anni, vedendo ridursi i rendimenti dei suoi bond.

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La provincia di Buenos Aires approfitta delle difficoltà del governo nazionale, alle prese con il secondo default in 12 anni, vedendo ridursi i rendimenti dei suoi  bond.

L’Argentina è tecnicamente in default per la seconda volta in 12 anni da 8 mesi, dopo che la Corte Suprema USA ha confermato la sentenza del giudice americano Thomas Griesa. Questi aveva accolto il ricorso dei fondi “avvoltoi”, guidati da Elliott Management, i quali chiedono tutt’ora il rimborso integrale dei bond acquistati successivamente al primo default del 2002, non avendo partecipato alle due ristrutturazioni del debito del 2005 e del 2010. Griesa ha stabilito che se non saranno pagati anche i creditori non ristrutturati, l’Argentina non potrà rimborsare nemmeno quelli che accettarono la ristrutturazioni. Da qui, il default “tecnico” del paese sudamericano, ancora alla ricerca di una soluzione.   APPROFONDISCI – L’Argentina annuncia bond a lungo termine in dollari. E il rally non si ferma   Il governo continua ad evitare un compromesso, in vista delle nuove elezioni presidenziali di ottobre, quando la presidenta Cristina Fernandez de Kirchner non potrà più ricandidarsi, ma spera almeno di essere succeduta da un suo “delfino”. E tenere il punto contro gli “speculatori” della finanza internazionale potrebbe fare bene in campagna elettorale. Il 12 marzo scorso, però, è arrivata una nuova batosta dal giudice USA, il quale ha stabilito il blocco dei pagamenti anche relativamente ai bond emessi sotto la legge locale argentina, al fine di evitare il trucco che il governo aveva escogitato per sottrarsi alla sentenza, ossia di far convertire i titoli di stato emessi sotto la giurisdizione americana in bond locali.   APPROFONDISCI – L’Argentina fallisce lo swap per allungare le scadenze del debito sovrano  

Elezioni Argentina la nuova deadline

Nessuno crede realisticamente che la situazione si sbloccherà prima delle elezioni. La speranza per gli investitori è che a vincerle sia un oppositore della presidenta, che si è distinta in questi 8 anni per una politica fortemente contraria al libero mercato.

Nel frattempo, però, qualcosa si muove. Se i Tango-bond sono diventati rischiosi, allora meglio buttarsi sui titoli del debito emessi dalla provincia di Buenos Aires, la maggiore del paese e che rappresenta la metà del pil argentino. Nei fatti, Buenos Aires è uno stato nello stato, ma a differenza delle sconquassate finanze nazionali, che hanno registrato nel 2014 il più ampio deficit di sempre, la provincia ha chiuso per il secondo anno di fila in surplus. La sua maggiore affidabilità è sempre  più apprezzata dai mercati, tanto che i rendimenti dei suoi titoli in scadenza per quest’anno sono ora superiori a quelli nazionali di appena lo 0,89% al 9,96%, quando prima dell’ultima sentenza di Griesa, il premio era di 340 punti base. E per i bond in scadenza nel 2021 è già sorpasso, rendendo quelli emessi da Buenos Aires meno degli omologhi nazionali. Adesso, però, inizia a serpeggiare il timore che la sentenza di Griesa possa estendersi anche ai bond emessi dagli enti locali argentini, una decisione che punirebbe anche quelle istituzioni mostratesi affidabili, come la provincia di Buenos Aires, appunto. In questi anni non ha mai mancato un pagamento e a differenza del governo federale, ha accesso ai mercati finanziari internazionali.   APPROFONDISCI – L’Argentina continua a non trattare con i fondi, resta in default, ma i bond crescono. Perché?  

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