Annuncio di lavoro choc a Bari: barista per 14 ore, stipendio 1.000 euro

Aumentano i casi di sfruttamento sul lavoro denunciati sui social, l'ultimo arriva da Bari.

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Aumentano i casi di sfruttamento sul lavoro denunciati sui social, l'ultimo arriva da Bari.

Sta facendo scalpore l’annuncio di lavoro pubblicato su Facebook, tramite cui viene offerto un posto di barista a Bari. A indignare il web e i social, dove è ricorrente l’utilizzo del termine schiavitù, non sono stati soltanto le ore lavorative e la retribuzione, rispettivamente pari a 14 ore e 1.000 euro, ma anche alcuni passaggi dell’annuncio originale. Sì, perché dopo le polemiche scoppiate nelle ultime ore, il testo è stato leggermente modificato, sia nelle ore sia in una delle sue parti più controverse, che hanno fatto gridare allo scandalo.

14 ore per 1.000 euro (ma non solo)

Alla prima lettura quasi non ci si crede: “Cerco per bar a Bari, barista dinamica, che sappia usare bene la macchina del caffè, disponibile a fare dalle 4 del mattino fino alle 18 orario continuato, in parole povere deve gestirlo da sola, per info contattare […]. Deve sentirsi responsabile e titolare, considerate le ore può stare comodamente seduta quando non c’è nessuno, giorno di riposo la domenica, così il sabato potete andare a ballare”. Sì, sembra una comica, una presa in giro, in realtà è il vero annuncio (il primo) inserito su Facebook per trovare una nuova barista per un bar della città di Bari.

Secondo quanto testimoniato dal quotidiano Repubblica, c’è chi si è candidata per l’annuncio, come avrebbe confermato il titolare del bar, con una ragazza in prova nei prossimi giorni. Evidentemente, il mercato del lavoro non ha saputo offrire nulla di meglio a una ragazza che ha accettato di fare una prova per qualche giorno a fronte di una proposta che in molti hanno etichettato come schiavitù. Sui social l’indignazione e la rabbia sono scoppiate quasi all’istante, dopo che hanno iniziato a circolare i post in cui è presente l’annuncio del titolare.

Un altro caso che fotografa un mercato del lavoro da rivedere

A far sollevare il polverone mediatico è stato il quotidiano online Open, ideato dal giornalista e attuale direttore del Tg-La7 Enrico Mentana. Le prime conseguenze si sono palesate nelle ultime ore. Infatti, l’annuncio ora recita non più 14 bensì 8 ore, seguite dalla frase “a norma di legge”. Invariata, invece, la retribuzione, che resta fissa a 1.000 euro. Sarebbe interessante capire allora perché fino a qualche giorno fa occorrevano 14 ore (!) per conseguire una retribuzione pari a 1.000 euro, mentre ore ne sono sufficienti la metà o quasi per la stessa cifra. Cosa sarebbe accaduto se tutti avessero fatto finta di nulla?

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