Anna Finocchiaro: la gaffe sulle bidelle a “Porta a porta”

Quando la politica non rispetta le donne che lavorano... e stiamo parlando di bidelle, non di parlamentari!

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Quando la politica non rispetta le donne che lavorano... e stiamo parlando di bidelle, non di parlamentari!

E’ uno dei video più cliccati delle ultime ore, quello del dibattito tra Anna Finocchiaro e Maria Stella Gelmini a Porta a porta che ha portato l’ ex capogruppo Pd al Senato a scivolare in una gaffe clamorosamente, proprio come si rischierebbe di fare su un pavimento appena lucidato da una bidella.

Le parlamentari meritano più rispetto delle bidelle?

Questi i fatti: intervenendo durante una polemica di Maria Stella Gelmini contro lo scarso rispetto delle quote rosa e i ruoli da facciata troppo spesso riservati alle donne in politica, Anna Finocchiaro sottolinea “Qua stiamo parlando di parlamentari della Repubblica, non stiamo parlando di bidelle”. Non fa neanche in tempo a finire la frase che, forse consapevole delle conseguenze di quanto detto, puntualizza: “Con tutto il rispetto per un lavoro importantissimo”. Ma il confronto classista e fuori luogo resta e la polemica parte. In puntata a dire il vero la Finocchiaro l’aveva quasi passata liscia: solo a giorni di distanza, quando il video è stato pubblicato online, è nato il caso. La puntata di Porta a Porta incriminata con la Finocchiaro ospite infatti risale al 22 gennaio scorso. La rete non perdona e fa presto a riuscire fuori lo scandalo della spesa ad Ikea con tanto di scorta a spingerle il carrello. Arroganza e mancanza di rispetto non conoscono partito o orientamento politico. Quello andato in onda è veramente un confronto da dimenticare: in primis per l’uscita assolutamente anacronistica e non di stile della Finocchiaro, in secondo luogo perché se le quote rose devono servire a favorire soubrette e showgirl forse sarebbe meglio applicarle in tv e non in Parlamento.

Le scuse della Finocchiaro su Facebook

La diretta interessata ha provato a placare le polemiche intervenendo sulla sua pagina Facebook: “Leggo di polemiche su mie affermazioni fatte durante una trasmissione televisiva a proposito delle bidelle. Non avevo intenzione di offendere nessuno, e se l’ho fatto me ne scuso. Nel parlare, credo sia successo a tutti, a volte succede di usare paragoni e metafore forzate”. Forse è vero ma questa gaffe, chiamiamole così, dei politici ormai non sono più un’eccezione e sembrano piuttosto una libertà di offesa senza freni: prima i bamboccioni di Brunetta, poi i giovani choosy della Fornero e ora le “bidelle” della Finocchiaro. Forse gli italiani dovrebbero considerare il lato umano dei politici e accettare con più leggerezza qualche parola sbagliata. Ma sicuramente la classe dirigente dovrebbe al contrario imparare a pesarle di più queste parole e a rispettare le persone che tutte le mattine si alzano e vanno a lavorare con dignità e senso del dovere… e qui stiamo parlando di bidelle, non di parlamentari!

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Politica