Anche la Turchia si unisce all’alleanza contro il dollaro. Erdogan: non parlo più con Obama

La Turchia del premier Erdogan ha in corso trattative con la Russia per regolare gli scambi bilaterali nelle valute locali e non più in dollari. Ankara ha anche annunciato un raffreddamento dei rapporti con lo storico alleato americano.

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La caduta degli dei prosegue. Lo scorso lunedì, in un’intervista concessa alla rete televisiva turca ATV, il premier Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che non avrà più conversazioni telefoniche dirette con il presidente USA, Barack Obama, come era solito avere in passato, quando – spiega – non riusciva a interloquire direttamente con i responsabili del governo siriano. Adesso, ha aggiunto Erdogan, i ministri degli esteri di Ankara e Damasco si parlano. La Turchia soffre da tempo l’inazione degli USA in Siria. Erdogan avrebbe voluto un intervento militare USA per evitare di dovere gestire la drammatica situazione dei profughi ai confini tra i due paesi.   APPROFONDISCI – Erdogan si candida alle presidenziali in Turchia. Che sarà dell’economia?   Ma le schermaglie politiche sono nulla per l’America, che rischia di perdere non soltanto un prezioso alleato nel difficile e turbolento contesto del Medio Oriente, ma di rinfoltire le fila di quell’alleanza contro il dollaro, che vede nella Russia di Vladimir Putin il cuore pulsante. Si apprende, ad esempio, che ai margini dell’ultimo vertice del G20 in Australia, il ministro dello Sviluppo Economico di Mosca, Aleksey Ulyukayev, ha incontrato il suo collega dell’Economia turco, Nihat ZSeybeckchi. Tra i punti oggetto di discussione tra i due ci sarebbe stata anche la valutazione di regolare gli scambi tra Russia E Turchia nelle rispettive valute locali, abbandonando progressivamente l’uso del dollaro. La questione sarà affrontata ora dal gruppo di lavoro bilaterale per la cooperazione bancaria e finanziaria. La Russia è il secondo partner commerciale di Ankara dopo l’Europa con scambi pari a 32,7 miliardi di dollari. E la Turchia è l’ottavo partner commerciale dei russi. Il ministro turco ha sottolineato come il suo paese sia intenzionato a investire sul territorio russo in infrastrutture, come porti, aeroporti, centri per la logistica, autostrade, etc. La discussione sulla de-dollarizzazione degli scambi bilaterali proseguirà a fine settembre. Per adesso, sappiamo che dopo la creazione di una banca per lo sviluppo da parte dei Brics, alternativa al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale, anche la Turchia sta fuggendo dal dollaro. La lira turca ha subito un brusco deprezzamento sui mercati, arrestato negli ultimi mesi solo grazie all’intervento della banca centrale, che ha dovuto raddoppiare i tassi. Ankara accusa gli USA di destabilizzare le economie emergenti, attraverso le politiche monetarie della Federal Reserve. Per quanto le turbolenze riflettano sostanzialmente un forte passivo delle partite correnti turche, è pur vero che sono state provocate dal “tapering” in atto negli USA, che ha riportato a casa centinaia di miliardi fluiti in precedenza sui mercati emergenti.   APPROFONDISCI – In Turchia è allarme inflazione, ma Erdogan pretende il taglio dei tassi  

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