Anche la Svizzera è in deflazione, ma il pil cresce e la banca centrale stima un utile record

La Svizzera registra anche a novembre un calo dei prezzi, ma l'economia cresce e la banca centrale staccherà un dividendo di un miliardo in favore di governo e cantoni sui 38 miliardi di franchi svizzeri di utile maturato nel 2014.

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L’inflazione in Svizzera è stata negativa anche a dicembre, quando i prezzi al consumo sono diminuiti dello 0,5% sul mese precedente e dello 0,3% su base annua. A novembre si era registrato un calo tendenziale dei prezzi dello 0,1%. Pur negando che l’economia elvetica si trovi in deflazione, il governatore della Schweizerische National-Bank (SNB), la banca centrale svizzera, Thomas Jordan, ha parlato di aumento del rischio. E, infatti, l’istituto stima che quest’anno si avrà un calo medio dei prezzi dello 0,1% e solo un timido aumento allo 0,3% nel 2016. Il trend sarebbe attribuibile al tracollo dei prezzi energetici, ma anche al minore costo di medicine, abbigliamento e pacchetti-viaggi. A differenza dell’Eurozona, però, la crescita dell’economia in Svizzera appare solida e quest’anno dovrebbe essere del 2%.   APPROFONDISCI – Svizzera, la banca centrale lascia i tassi invariati e prevede la deflazione nel 2015   Proprio per impedire che la deflazione attecchisca, attraverso un eccessivo rafforzamento del franco svizzero contro le altre valute, la SNB continua a mantenere un tasso di cambio-limite di 1,20 contro l’euro, in modo che la moneta unica non riesca a indebolirsi sotto tale soglia. A tale proposito, con effetto a partire dal 22 gennaio, giorno in cui la BCE potrebbe annunciare il varo del QE, l’istituto ha introdotto tassi negativi sui depositi volontari delle banche e una riduzione del range per i tassi Libor a tre mesi. L’intento sarebbe di contrastare l’eccessivo afflusso di capitali stranieri, che tende a rafforzare il franco.   APPROFONDISCI – In Svizzera i tassi negativi non bastano. Forti pressioni rialziste sul franco, boom di riserve   Un obiettivo apparentemente non raggiunto a dicembre, mese in cui le riserve valutarie della banca centrale sono cresciute di 32 miliardi di franchi, segno che essa abbia dovuto acquistare valuta straniera per difendere il cambio-limite. E grazie all’apprezzamento del dollaro contro la valuta elvetica (+11% nel 2014) e all’aumento delle quotazioni dell’oro del 10% rispetto al franco, la SNB ha potuto stimare per l’esercizio appena conclusosi un utile record di 38 miliardi di franchi, di cui 34 attribuibili al rafforzamento del dollaro e 4 all’oro. Di questi, un miliardo sarà distribuito al governo federale e ai 26 cantoni, mentre sarà assegnato un dividendo di 15 franchi per azione. Nel 2013, a causa del crollo del prezzo dell’oro del 30%, la banca centrale elvetica non aveva potuto staccare alcun dividendo ai cantoni, avendo registrato perdite sulle sue riserve per 9,1 miliardi, contro un utile di 6 miliardi del 2012. In considerazione della mancata entrata dello scorso anno, i governatori dei cantoni avevano chiesto alla SNB di distribuire quest’anno un dividendo maggiore al miliardo.   APPROFONDISCI – Svizzera, la banca centrale interviene contro il super-franco: cresciuti i depositi a vista      

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