Anche la Spagna abusa della flessibilità e il rischio politico tiene alto lo spread

Polemiche tra Spagna e Commissione europea sul deficit, mentre a Madrid si è da 26 giorni senza l'ombra di un nuovo governo.

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Polemiche tra Spagna e Commissione europea sul deficit, mentre a Madrid si è da 26 giorni senza l'ombra di un nuovo governo.

A 26 giorni dalle elezioni politiche, la Spagna non ha un nuovo governo e non pare imminente nemmeno una soluzione per darne vita uno. Il premier uscente Mariano Rajoy, Partito Popolare, ha lanciato un appello ai socialisti e ai centristi di Ciudadanos per formare una maggioranza a 3, ma solo questi ultimi si sono mostrati disponibili, mentre il rivale socialista Pedro Sanchez chiede che eventualmente a guidare l’esecutivo sia anche una personalità del PPE, ma diversa da Rajoy.

La crisi politica in atto non fa che complicare i rapporti tra Madrid e Bruxelles. La Spagna ha presentato una manovra finanziaria per quest’anno, impostata sulla previsione di un rapporto tra deficit e pil al 2,8%, mentre la Commissione europea stima che esso si attesterà al 3,6%. Sui numeri c’è divergenza anche per il 2015: il governo spagnolo ritiene di avere chiuso l’esercizio con un deficit al 4,2%, i commissari credono che sia del 4,7%.

Deficit Spagna allarma UE

E i segnali giunti da Madrid non sono incoraggianti per il commissario agli Affari monetari, Pierre Moscovici, su cui ricade la responsabilità di monitorare i bilanci statali dei membri UE. Ieri, il ministro delle Finanze, Luis de Guindos, ha dichiarato che non ha senso soffermarsi su qualche decimale di punto percentuale di deficit in più o meno, perché la cosa che più importa sarebbe la crescita, prevedendo un quarto trimestre del 2015 positivo come il terzo. L’economia spagnola si sta espandendo in questi mesi al ritmo del 3,5% all’anno, un tasso sostenuto e tra i più alti nell’Eurozona e nella UE, insieme a quelli di Irlanda e Regno Unito. Tuttavia, con un rapporto tra debito e pil al 100% e prezzi in calo da svariati mesi, non può permettersi un deficit elevato, rischiando altrimenti di fare salire ulteriormente il grado di indebitamento pubblico.      

Crisi politica allontana soluzioni per bilancio

I decimali faranno la differenza quest’anno, perché se Madrid non fosse in grado di rispettare i target concordati con la Commissione, potrebbe ancora una volta sforare il tetto massimo del 3%, pur essendo uscita dalla recessione da un paio di anni e avendo goduto di un tempo per rientrare nei limiti più generoso di quanto goduto da altri membri dell’Eurozona, Italia in testa.

A quel punto, qualcuno inizierebbe a mettere in dubbio la stessa validità del Patto di stabilità, visto che ciascun governo si comporta come meglio crede. Ma c’è uno scenario più preoccupante per l’Europa, ovvero quello di un’eventuale alleanza in Parlamento tra socialisti, Podemos e altre formazioni minori anti-austerity, che possa dare vita a un nuovo governo, il cui impegno sul rispetto dei target fiscali sarebbe abbastanza evanescente. Ciò preoccupa la Commissione, tanto più che già nel confinante Portogallo esiste già un’esperienza del genere sin da novembre, quando socialisti, comunisti, ambientalisti e un’altra formazione di estrema sinistra hanno raggiunto un accordo per creare in Parlamento una maggioranza dai tratti contrari all’austerità e alle riforme attuate dal precedente esecutivo conservatore. Il premier Antonio Costa ha già accantonato alcuni progetti di privatizzazione del trasporto pubblico e ha varato misure di segno contrario alle richieste della Troika (UE, BCE e FMI), dalla quale ha ottenuto 78 miliardi di euro tra il 2011 e il 2014. Lo spread tra Bonos e Bund per la scadenza a 10 anni registra queste tensioni e si attesta a 125 punti base, un livello relativamente basso, ma di 21 bp superiore a quello tra BTp e titoli tedeschi. I decennali spagnoli rendono al momento l’1,73%, quelli lusitani il 2,69%, in rialzo di 38 punti dall’inizio dell’anno. Meno male che c’è il QE della BCE.  

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