Anche la finanza “seria” a volte è ridicola: +433% in borsa cambiando nome

Non è solo mania per i Bitcoin, perché anche a Wall Street se ne vedono di belle. Un titolo è esploso in poche ore fino al 433% per l'avere associato il proprio business alla tecnologia del futuro.

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Non è solo mania per i Bitcoin, perché anche a Wall Street se ne vedono di belle. Un titolo è esploso in poche ore fino al 433% per l'avere associato il proprio business alla tecnologia del futuro.

L’exploit delle quotazioni dei Bitcoin, che quest’anno sono arrivate a guadagnare il 1.800%, salvo subire un crollo nei giorni scorsi, sta facendo scervellare analisti e finanzieri di tutto il mondo sul fenomeno delle “criptomonete”, che in tanti considerano la bolla più grande di sempre, tanto da essere accostato spesso alla mania dei tulipani in Olanda nel 17-esimo secolo.

Non pensiate, però, che se a concentrare l’attenzione dei media e persino dei profani siano le bizzarrie del mondo delle monete digitali, la finanza cosiddetta “ufficiale” sia immune dalle mode. Ce ne offre conferma la società Long Island Iced Tea, società attiva nel beverage, che giovedì scorso ha annunciato di volere spostare il focus dei propri investimenti sulla tecnologia blockchain, quella che dietro anche ai Bitcoin. La stessa ha comunicato che la società madre cambierà nome in Long Blockchain Corp e di avere acquistato il dominio longblockchain.com, così come di avere richiesto al Nasdaq, dov’è quotata, di cambiare la sigla con cui il titolo è scambiato in borsa. La società ha altresì comunicato l’intenzione di stringere partnership, investire e di rilevare società attive nell’ambito di questa tecnologia, anche se ha ammesso di non avere ad oggi alcun contatto in corso. (Leggi anche: Bitcoin e blockchain, come funzionano)

Sapete qual è stata la reazione del mercato? Un’esplosione del valore delle azioni dai 2,44 dollari della chiusura precedente fino ai 7,97 dollari della riapertura di giovedì, balzando così fino a un massimo del 227%. Al termine della seduta, il titolo si attestava a 6,91 dollari, realizzando un guadagno giornaliero del 183%. Ma sul pre-mercato, ovvero prima dell’apertura ufficiale, il titolo era schizzato fino a 13 dollari, segnando un boom del 433%.

Ora, che una società quotata sposti il suo core business dalle bevande a quella che viene considerata la tecnologia del futuro appare da un lato un passo abbastanza innovativo, dall’altro dovrebbe lasciare perplessi, perché è evidente che, in teoria, non possiederebbe il know-how necessario per dare seguito alla svolta. In ogni caso, nulla giustificherebbe il balzo in borsa di giovedì scorso, che in assenza di novità significative, oltre al cambio di nome, dovrebbe essere interpretato come la pura conseguenza di una mania in borsa, quella di premiare qualsiasi rumor o notizia ufficiale che lasci intravedere un’apertura all’high tech, pure quando partiamo dalla vendita di bibite.

Blockchain e movimenti sospetti

La blockchain non va confusa con i Bitcoin. Essa è la tecnologia che ne sta dietro, ma non ha a che fare con la moneta digitale in sé. In soldoni, si tratta di un registro digitale, che consente alle parti di siglare cosiddetti “smart contracts”, ovvero contratti che si auto-eseguono da soli, garantendo da un lato l’assoluto anonimato e dall’altro anche la visualizzazione pubblica di ogni transazione, pur in forma cifrata. In ogni momento, chi acquista un bene come i Bitcoin con la blockchain può verificare che chi glielo venda non abbia fatto lo stesso con altri soggetti, ossia se la transazione non sia oggetto di truffa. Gli stessi ambienti finanziari che puntano il dito contro le monete digitali sostengono, infatti, che la tecnologia da queste utilizzate resisterà negli anni e segnerà proprio il futuro. Comprensibile, quindi, lo spirito positivo con cui i traders hanno premiato la ex Long Island Iced Tea Corp, ma biasimabili le dimensioni.

E si apre a questo punto un interrogativo ben più interessante su quanto sia accaduto il giorno precedente, il mercoledì, quando le azioni della società erano salite da 2,08 a 2,44 dollari, segnando un rialzo quotidiano del 17%, a fronte di volumi scambiati per circa 4,6 volte in più rispetto al martedì. I dati sono del Nasdaq, che segnala un’esplosione degli scambi – qui, spiegabile per quanto detto sopra – di 20 volte a 15 milioni di titoli passati di mano il giovedì. Che forse qualcuno abbia avuto una soffiata sull’annuncio che la neo Long Blockchain avrebbe reso poche ore dopo? L’ombra dell’insider trading è sempre presente in queste occasioni, come ci ha dimostrato la settimana scorsa anche il caso Bitcoin Cash.

(Leggi anche: Bitcoin, crollo a doppia cifra e l’ombra dell’insider trading)

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