Amazon, proteste lavoratori: a rischio ordini e consegne, cosa sta succedendo

Amazon e la protesta dei magazzinieri: i lavoratori chiedono misure di sicurezza, a rischio ordini e consegne.

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Amazon e la protesta dei magazzinieri: i lavoratori chiedono misure di sicurezza, a rischio ordini e consegne.

L’emergenza coronavirus interessa anche i magazzinieri di Amazon in mobilitazione presso gli hub di Passo Corese, Torrazza Piemonte e Castel San Giovanni. Nell’hub piacentino è stato proclamato uno sciopero ad oltranza che potrebbe minare le consegne di prodotti in tutta Italia. Le ragioni vanno ricercate nella richiesta di garanzie e tutele per la salute dei dipendenti. 

Proteste nei magazzini Amazon, che cosa sta succedendo 

In questi giorni di passione a causa dell’emergenza coronavirus, anche i dipendenti Amazon sono sul piede di guerra a causa di alcune proteste che potrebbero mettere a rischio le consegne o ritardarle. Da quando è scattata l’emergenza coronavirus, sono aumentati molto gli ordini online di prodotti, soprattutto quelli di prima necessità e tra i canali preferiti c’è anche Amazon. Tania Scacchetti, segretaria confederale della Cgil, ha spiegato che i dipendenti si sono mobilitati per chiedere garanzie e tutele per la loro salute e il rispetto delle norme imposte dal governo. Il 17 marzo la Cgl aveva diffuso una nota in cui si segnalavano le mancanze da parte del colosso dell’e-commerce come “il mancato rispetto del distanziamento sociale minimo, l’assenza di regole per evitare gli assembramenti in ingresso e in uscita, all’indisponibilità ad offrire strumenti di protezione, mascherine e guanti usa e getta. Infine l’azienda non è minimamente disponibile a rimodulare i turni di lavoro nei reparti”

In una nota, poi, la Cgl aveva scritto che ”Nessun ordine spedito nei tempi vale il rischio di un contagio per chi deve provvedere ad evaderlo e consegnarlo”. Come ha riferito Mihai Popescu, segretario generale di Nidil Rieti Roma EVA, alcuni lavoratori di Passo Corese si sono astenuti dalle attività in quanto gli spazi non permettono di evitare assembramenti. Si denuncia insomma la difficoltà a mantenere le distanze di sicurezza durante lo svolgimento del lavoro.

 

La risposta di Amazon

Come riporta il sito today.it, Amazon avrebbe risposto alle proteste decidendo di costituire dei comitati di sicurezza e ribadendo anche le condizioni di sicurezza sul posto di lavoro come voluto dal Governo. Il colosso ha dato anche l’ordine di dare precedenza alle spedizioni di beni di prima necessità come “generi alimentari, prodotti per la salute e la cura personale, oggetti necessari per lavorare da casa, libri e giocattoli per bambini”. In sostanza sarà data la precedenza agli ordini di beni necessari e quindi potrebbero esserci dei ritardi nelle consegne. 

Durante la giornata di ieri poi è arrivata la notizia di una riorganizzazione per i dipendenti di Passo Corese: “Amazon ha scaglionato le pause ogni quarto d’ora per ridurre l’afflusso di persone nelle aree comuni e chiuso il bar esterno, troppo piccolo per poter rispettare le disposizioni in materia di sicurezza. Sono stati riorganizzati i turni di lavoro per ridurre il personale presente contemporaneamente nel magazzino e, nel reparto AFE, le postazioni sono state distanziate fino a 3,5 metri, sono stati definiti percorsi per far defluire il personale a fine turno e anche nella mensa” avrebbero confermato i sindacati. 

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