Amazon, gabbie per dipendenti (ma non è come pensate): il progetto mai nato che avrebbe fatto scalpore

Amazon aveva brevettato una gabbia per i dipendenti, un progetto mai nato che avrebbe fatto scalpore.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Amazon aveva brevettato una gabbia per i dipendenti, un progetto mai nato che avrebbe fatto scalpore.

Amazon una ne pensa e cento ne fa. Quando si parla del colosso dell’e-commerce bisogna sempre essere preparati. Stavolta a fare notizia è una gabbia per i dipendenti. Dopo il braccialetto elettronico che ha fatto discutere per giorni in merito al trattamento riservato ai lavoratori del gigante americano, la palla passa alla gabbia. Ovviamente non si tratta di una vera e propria gabbia per chiudere dentro i lavoratori ma una sorta di cabina telefonica che, nelle intenzioni iniziali, sarebbe dovuta servire per trasportare i lavoratori all’interno del magazzino.

Come funziona la gabbia mai nata di Amazon

Come riporta Agi, Amazon aveva depositato nel 2016 un brevetto ora tornato alla ribalta in uno studio dedicato all’etica e l’intelligenza artificiale di Kate Crawford della New York University e Vladan Joler dell’Università di Novi Sad. Stavolta insomma non si tratta di controllare i dipendenti come nel caso del braccialetto elettronico ma semplicemente di proteggere il lavoratore e trasportarlo nel magazzino, anche se l’idea di farsi chiudere dentro una gabbia mobile non è propriamente incoraggiante. La gabbia sarebbe stata dotata di una pedana mobile con braccio e una sorta di joystick per le manovre. Il dipendente avrebbe avuto accesso alla gabbia tramite una porta con serratura che si sblocca digitando un codice. Si parla al passato perché il brevetto è stato depositato ma non ha mai avuto seguito non solo per l’idea di dover chiudere dentro una cabina il dipendente ma anche perché la tecnologia avanza così in fretta che già l’idea sembra superata. Concetto confermato anche dal vicepresidente Dave Clark: “A volte anche le cattive idee vengono registrate. Questo brevetto non è mai stato utilizzato e non abbiamo in progetto di utilizzarlo”. Insomma, i dipendenti Amazon possono dormire sonni sereni anche se le idee del colosso di Seattle non finiscono qui, il vicepresidente su Twitter ha anticipato che “Abbiamo sviluppato una soluzione di gran lunga migliore, che può essere indossata da un piccolo giubbotto che causa l’arresto di tutte le unità di trasmissione robotizzate nelle loro vicinanze”. Niente gabbia insomma ma un giubbotto da indossare per tenere a bada i robot.

Nuovo sciopero

Intanto, rimanendo in tema dipendenti, a quasi un anno dal grande sciopero che aveva coinvolto i lavoratori di Castel San Giovanni, si riaccende lo scontro nei magazzini italiani ma stavolta riguarda i corrieri della Lombardia stanchi della mole insostenibile di lavoro, soprattutto dopo che da maggio è stata lanciata la consegna in giornata a Milano ma il numero di corrieri è rimasto sempre 700. I sindacati, Filt Cgil, in una nota hanno spiegato che “Ci troviamo di fronte a carichi di lavoro insostenibili, nastri lavorativi inutilmente prolungati con straordinari spesso non retribuiti, l’ingresso di numerose nuove società in appalto con conseguente frantumazione della filiera e un continuo spostamento di rotte da un’azienda all’altra che portano al costante travaso di personale senza le dovute garanzie ed un vero coinvolgimento del sindacato. I ritmi frenetici e gli eccessivi carichi mettono costantemente a rischio la sicurezza e aumentano incidenti e multe che ricadono sui lavoratori e sulle retribuzioni”. I corrieri, devono, infatti, dividersi tra numerosi magazzini in particolare  quello di Origgio, in provincia di Varese, quello di Milano e quello di Buccinasco.

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Argomenti: Economia Europa, Economia Italia, Economia USA

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