Amazon e le recensioni negative: dipendenti vendevano dati in cambio di denaro

Nuovi problemi per Amazon: dipendenti corrotti che prendevano soldi dai seller per cancellare recensioni negative. Lo scrive il Wall Street Journal.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Nuovi problemi per Amazon: dipendenti corrotti che prendevano soldi dai seller per cancellare recensioni negative. Lo scrive il  Wall Street Journal.

Amazon è ancora una volta nell’occhio del ciclone. Il colosso dell’e-commerce, dopo il caos di alcuni mesi sui braccialetti elettronici, è tornata a far parlare ma stavolta sono i dipendenti nel mirino. Stavolta per Amazon la tegola arriva dalla cancellazione di alcune recensioni negative da parte di dipendenti corrotti da terzi. A dare la notizia è stato il Wall Street Journal.

Cancellazione negative cancellate in cambio di denaro

Alcuni venditori di Amazon asiatici e statunitensi avrebbero corrotto i dipendenti interni del colosso per ottenere dati segreti e cancellare le recensioni negative. I seller, quelli che vendono su Amazon, avrebbero preso contatti con i dipendenti e offerto loro denaro per avere accesso a dati privati e cancellare le recensioni negative. Nell’articolo del Wall Street Journal si parla di 300 dollari per eliminare del tutto una recensione negativa e non sarebbe finita qui. I venditori che hanno corrotto i dipendenti sarebbero riusciti ad ottenere anche le email dei clienti che hanno fornito il feedback negativo in modo da poterli contattare e pianificare delle strategie di retargeting. Ovviamente Amazon ha scoperto il fattaccio e ora starebbe indagando, non senza aver già preso delle contromisure come quella di limitare l’accesso di alcuni dati relativi ai clienti a determinati dipendenti. Il colosso ha già promesso il licenziamento e sanzioni legali e penali per tutti quei dipendenti che contravvengono al Codice etico dell’azienda.

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E ci sono anche i conducenti che lamentano cattive condizioni lavorative

I problemi per il colosso americano sembrano non finire qui e stavolta si torna a parlare delle condizioni di lavoro dei dipendenti. Secondo Business Insider, infatti, alcuni conducenti gestiti da società di corrieri di terze parti che operano fuori da Amazon, avrebbero riferito delle condizioni massacranti in cui sono costretti a lavorare, dai turni pesanti, favoritismi, mancate retribuzioni straordinarie e persino il dover ignorare gli stop alla guida, andare più veloce rischiando grosso e dover urinare nelle bottiglie. Un altro problema per il gigante di Seattle che per i conducenti si affida a società esterne e di conseguenza avrebbe dei vantaggi non indifferenti grazie a queste esternalizzazioni.

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Argomenti: Economia Europa, Economia USA, Inchieste alimentari e scandali economici