Altro mezzo milione di morti per Covid in Europa entro gennaio, allarme OMS

I morti per Covid tornano pericolosamente a salire in Europa, che l'OMS vede adesso come epicentro di una nuova ondata di contagi

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500.000 morti per Covid entro tre mesi

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato un nuovo allarme Covid per l’Europa, che starebbe diventando epicentro di una nuova ondata di contagi. Se i governi non interverranno, spiega l’ente, il numero dei morti nella regione aumenterà di 500.000 entro l’1 febbraio prossimo. Tra le misure invocate per frenare i casi, l’uso della mascherina, proseguire con le vaccinazioni e limitare la libertà di movimento prima di Natale.

I nuovi casi sono aumentati di 1,8 milioni in Europa durante la scorsa settimana, in crescita del 6% rispetto alla precedente. Nello stesso arco di tempo, poi, i morti per Covid sono aumentati del 12%. La situazione inizia a diventare preoccupante in Germania, dove i contagi giornalieri sono saliti in area 35.000 e il numero dei morti ha superato i 100. Pur in calo, ancora nel Regno Unito i contagi si attestano a una media di 40.000 al giorno e i morti sono saliti sopra 160.

Altre situazioni preoccupanti si vivono in paesi come Romania, Repubblica Ceca e Austria. Secondo l’OMS, l’Europa rischia nuovi stress sul fronte delle ospedalizzazioni. Un allarme che arriva in una fase delicata per la ripresa dell’economia europea. Il balzo del PIL dovrebbe far sì che tutti i paesi o quasi siano in grado di cancellare le perdite accusate con la pandemia nel 2020 entro l’anno prossimo.

Morti Covid e spettro “lockdown”

L’arrivo prossimo dell’inverno, tuttavia, sta riportandoci in una situazione non dissimile da quella dello scorso autunno. Le basse temperature favoriscono i contagi, tra l’altro spingendo le persone a stare al chiuso. Le vaccinazioni hanno sin qui frenato la crescita dei casi più gravi. I ricoveri in terapia intensiva in Italia, ad esempio, sono ancora un sesto dei livelli di un anno fa.

Ma fino a quando reggerà l’immunizzazione di massa, specie tra le fasce più deboli, vaccinate per prime? Il rischio sarebbe, in assenza di una nuova dose di richiamo, che il virus torni a circolare più facilmente tra anziani e immunodepressi, tornando a mietere vittime.

Sul piano economico, un tale scenario spegnerebbe o almeno intaccherebbe le prospettive di crescita per i prossimi mesi. Nuove restrizioni farebbero danni agli interscambi commerciali, ai consumi interni, a comparti come il turismo e l’accoglienza, accentuando peraltro alcune grosse criticità di questa fase, come i colli di bottiglia e i conseguenti tassi d’inflazione in forte ripresa. Il ritorno ai “lockdown” per il momento resta escluso un po’ ovunque, anche perché ciò colpirebbe la credibilità delle campagne vaccinali. Ma lo spettro di forti limitazioni ad hoc per i non vaccinati si fa più nitido. Non a caso, è di questi giorni la proposta del virologo Matteo Bassetti di vietare l’ingresso nei locali con il solo tampone.

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