Altro che diritti umani, Israele: immagini shock e torture ai prigionieri palestinesi in sciopero della fame

Si fa presto a parlare di diritti umani, ecco cosa accade in Israele: immagini scioccanti per volgarità e continuano le torture sui detenuti palestinesi.

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Si fa presto a parlare di diritti umani, ecco cosa accade in Israele: immagini scioccanti per volgarità e continuano le torture sui detenuti palestinesi.

Si tratta di immagini shock davvero, anche se non è la violenza a farla da padrona: nel completo silenzio dei media nazionali, apprendiamo che un gruppo di estremisti nazionalisti israeliani (afferenti al partito di estrema destra National Union) ha organizzato un barbecue (sì, proprio così) sotto le finestre della prigione di Ofer, dove i detenuti palestinesi hanno dato avvio alcuni giorni fa a uno sciopero della fame (si tratta di circa 1200/1500 prigionieri politici), per denunciare le torture subite dagli israeliani. Siamo davvero senza parole. Ecco le immagini:

https://www.facebook.com/exopgjesopazzo/videos/1090368391069823/

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Altro che diritti umani: denunce da parte dei prigionieri palestinesi – torture e altro

Come avrete notato, non solo l’iniziativa di National Union è decisamente volgare, ma addirittura erano presenti dei ventilatori per portare l’aria quanto più vicino è possibile alle finestre dei detenuti palestinesi in sciopero della fame. Ma quali sono le denunce e perché si è dato avvio allo sciopero? Ecco le parole di Marwan Barghuthi, dirigente di al Fatah, in carcere perché considerato un terrorista e colui che ha dato avvio a questo sciopero della fame collettivo; ci si potrà chiedere come siano uscite le sue parole, ebbene si è trattato di una falla nella sicurezza delle prigioni israeliane, per la quale cadranno delle teste chiaramente, altrimenti difficilmente si sarebbe saputo qualcosa – ecco alcuni brani tratti dall’articolo ‘Why We Are on Hunger Strike in Israel’s Prisons’:

“I prigionieri palestinesi stanno soffrendo torture, trattamenti degradanti e inumani e negligenza medica, alcuni sono stati uccisi in custodia (…)Avendo passato gli ultimi 15 anni in una prigione israeliana, sono stato sia un testimone e vittima del sistema illegale di Israele di arresti arbitrari di massa e maltrattamenti di prigionieri palestinesi. Dopo aver esaurito tutte le altre opzioni, ho deciso che non c’era altra scelta che resistere a questi abusi ed è in corso uno sciopero della fame”.

Concludiamo con un’intervista a Vittorio Arrigoni, l’attivista pacifista italiano barbaramente ucciso in Palestina da un gruppo di fondamentalisti. Il suo motto era ‘Restiamo umani’ e la visione è davvero consigliata per capire qualcosa in più su quanto sta accadendo da decenni a questa parte.

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Argomenti: Conflitto Israele-Palestina, Politica