Altri 300 mln di euro per la missione in Afghanistan: nessuna spendig reviews sulla guerra

Il ministro della Difesa, Mario Mauro, ad Agorà, su Rai Tre ricorda quanto fatto dai nostri militari: i nostri aiuti insomma non hanno prezzo… oppure si?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Il ministro della Difesa, Mario Mauro, ad Agorà, su Rai Tre ricorda quanto fatto dai nostri militari: i nostri aiuti insomma non hanno prezzo… oppure si?

Intervenendo ad Agorà, su Rai Tre, il ministro della Difesa, Mario Mauro, ha elogiato le operazioni in Afghanistan anticipando però che serviranno almeno 250-300 milioni di euro a settembre per continuare a finanziarle.

Perché gli italiani sono in Afghanistan: i risultati raggiunti

Quando in questi giorni ripetutamente mi si chiede perché siamo in Afghanistan mi preme ricordare che 6.500 scuole sono state aperte da quando c’è Isaf. Dieci anni fa c’erano 900 mila iscritti a scuola ed erano tutti maschi; oggi ce ne sono 6 milioni e mezzo e il 35 percento e’ composto da donne. Se prima solo il 30 percento della popolazione aveva accesso ai servizi sanitari, oggi siamo al 67 percento e da quando c’e’ Isaf sono stati costruiti 120 ospedali. Tra un anno restituiremo la piena sovranita’ agli afgani che avranno il compito di fermare quel fattore che dieci anni fa ha portato alla destabilizzazione, non solo in Afghanistan ma in tutto il mondo”. Quindi la presentazione di Giuseppe La Rosa, il capitano italiano che ha perso la vita in missione (dopo le polemiche per l’Aula della Camera semideserta durante il discorso in sua memoria), come un esempio per la classe politica  “per comprendere il senso del proprio compito e della propria missione. La Rosa, a detta di sua madre, straziata dal dolore, era orgoglioso di essere in Afghanistan’‘.

300 milioni per restare in Afghanistan: le spese militari sono la nostra priorità?

I 250/300 milioni che verranno chiesti in Parlamento serviranno a finanziare le operazioni in Afghanistan fino alla fine dell’anno. Mario Mauro, pur non avendo dubbi sul dato di fatto che la presenza delle truppe in Afghanistan sia una priorità, ha ammesso che “nell’ottica dei sacrifici che il Paese ha fatto finora, l’importanza di tener conto della condizione generale economica riguarderà anche il tema delle missioni”. Partendo da un taglio degli uomini in missione: se ad oggi “gli italiani in Afghanistan sono 3.100 tra un anno saranno circa 1.800 che faranno funzione di addestramento e cooperazione internazionale, perche’ non si puo’ costruire una strada o un ospedale, non si puo’ aiutare una scuola a esercitare il suo mandato se non ci sono forze armate che garantiscono condizioni generali di sicurezza. Alla fine del 2014 a provvedere a questo compito saranno i militari locali”.

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Argomenti: Politica