Allarme rosso in Grecia, Tsipras disperato: fateci tornare sui mercati, non abbiamo soldi

Appello del premier greco Alexis Tsipras alla BCE: o ci fate emettere più debito o sarete responsabili di un "thriller".

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Appello del premier greco Alexis Tsipras alla BCE: o ci fate emettere più debito o sarete responsabili di un

Appello disperato del premier greco Alexis Tsipras alla BCE, mentre si rincorrono voci ad Atene che il governo non avrebbe liquidità sufficiente per questo mese per pagare stipendi pubblici e pensioni, dopo avere onorato la scadenza di oggi di un prestito dell’FMI di oltre 300 milioni. Il paese, però, rischia adesso una imminente crisi fiscale. Se dall’esecutivo confermano la richiesta urgente di un incontro (negato) per oggi tra Tsipras e il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, dalla Germania arriva un’altra brutta notizia per la Grecia; Martin Jaeger, portavoce del ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ha confermato che non sarà sborsato nemmeno un euro, prima che il governo ellenico concluda con successo il programma di salvataggio.   APPROFONDISCI – Grecia, Tsipras chiede a Juncker un incontro urgente per ricevere aiuti subito     L’ultima tranche da 7,2 miliardi sarà, quindi, erogata solamente dopo che Atene avrà attuato tutte le misure di risanamento dei conti pubblici e le riforme strutturali che si è impegnata ad adottare con la famosa lettera inviata dal ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, all’Eurogruppo di due lunedì fa. Pare di capire, quindi, che non ci sarà nemmeno un anticipo tra marzo e aprile, se Tsipras non metterà tutto nero su bianco e passerà ai fatti. Per questo, il settimanale tedesco Der Spiegel ha da poco pubblicato l’anticipazione di un’intervista fatta al premier greco, nella quale egli chiede alla BCE di sbloccare il tetto dei 15 miliardi di euro per le emissioni di T-bills, i titoli di stato a breve termine, già raggiunto alla fine del 2014. Se la Grecia non potrà emettere nuovo debito, spiega Tsipras, la BCE si assumerà una grave responsabilità, riportando il paese indietro al “thriller” precedente l’accordo del 20 febbraio. Il premier avrebbe fatto intendere che il paese non avrebbe liquidità per onorare tutti i suoi impegni già nelle prossime 3 settimane. Tsipras ha affermato che “la BCE ha messo un cappio intorno al nostro collo”. Al contempo, ha smentito di volere l’uscita della Grecia dall’euro, perché ha ribadito di amare l’Europa, mentre ha ammesso di avere chiesto al ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, “meno parole e più azioni”. Ieri, la BCE ha negato ad Atene la possibilità di innalzare il tetto dei 15 miliardi per l’emissione di T-bills, ma ammesso che ci ripensasse, non si capisce chi potrebbe prestare denaro al governo, data la grave crisi di liquidità delle banche greche e l’assenza di fiducia degli investitori.   APPROFONDISCI – Grecia, i 3 no di Draghi che potrebbero mandarla in default a fine mese    

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Argomenti: Economie Europa