Allarme Legambiente: rischio taglio dei treni regionali, le situazioni più critiche

Nel rapporto Pendolaria emerge che si rischia un taglio dei treni a causa di 300 milioni in meno di risorse per la mobilità locale.

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Nel rapporto Pendolaria emerge che si rischia un taglio dei treni a causa di 300 milioni in meno di risorse per la mobilità locale.

Legambiente ha presentato il rapporto Pendolaria dove emerge che quest’anno si rischia un taglio dei treni regionali e sarebbe un grosso problema per chi li usa giornalmente per recarsi al lavoro. Cresce il numero di persone che usano treni e metro per gli spostamenti ma la differenza in base alle Regioni è sempre alta.

Rischio tagli treni regionali

Nel rapporto di Legambiente si fa notare che: “Nel 2019 si rischia un taglio dei treni a causa di 300 milioni in meno di risorse per la mobilità locale che potrebbero essere tagliate a causa di una clausola di salvaguardia nella legge di Bilancio che ha buone probabilità di scattare vista la situazione economica”.  Il taglio in questione metterebbe a rischio 5,59 milioni di passeggeri di treni, metro e tram che vedrebbero tagliati i treni regionali, dunque le conseguenze potrebbero essere molto gravi. Legambiente fa notare che dovrebbero essere rilanciate le risorse e cambiare le priorità infrastrutturali. Secondo il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini “Non si è capito quale idea abbia il governo per il rilancio dell’offerta per i pendolari e per il trasporto pubblico locale. Si fa un gran parlare di Tav, ma il rischio è che come nelle precedenti legislature vadano avanti solo le autostrade, mentre le opere che servono ai pendolari rimangono ferme, rinviate e incompiute”.

Alcune regioni con treni vecchi

In alcune regioni sono in crescita i cittadini che utilizzano i mezzi pubblici per recarsi a lavoro, grazie anche al miglioramento dei servizi e la presentazione di nuovi treni ma in altre il numero è in calo e i cittadini si vedono costretti a usare mezzi privati: “Tra Firenze e Bologna l’offerta di treni non ha paragoni al mondo con 162 treni che sfrecciano a 300 chilometri orari nei due sensi di marcia ogni giorno.

Mentre altrove si viaggia con carrozze vecchie diesel e sulla Roma-Lido di Ostia e la Circumvesuviana di Napoli quasi sessanta mila persone non prendono più il treno per via dei tagli e del degrado del servizio”.

Emerge quindi una situazione ancora incerta per i mezzi pubblici locali, con molte differenze tra regioni ma un taglio dei treni, certamente, non aiuterebbe a risollevare la situazione critica dove c’è bisogno di miglioramenti.

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