Allarme Deutsche Bank, Soros scatena la tempesta: banche europee a rischio

Deutsche Bank è sotto attacco finanziario. Dietro c'è la scommessa di George Soros, ma a rischiare sono tutte le banche europee. Perché il magnate punta contro la Germania?

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Deutsche Bank è sotto attacco finanziario. Dietro c'è la scommessa di George Soros, ma a rischiare sono tutte le banche europee. Perché il magnate punta contro la Germania?

Le azioni Deutsche Bank scambiano in questo momento a 10,04 euro, segnando un crollo dell’8% e avvicinandosi a quella soglia psicologica d’allarme dei 10 euro, sotto la quale diversi analisti ritengono si scateni una tempesta generalizzata contro le banche europee. L’attuale capitalizzazione di mercato dell’istituto è di appena 13 miliardi, intorno alla stessa maxi-multa richiesta dalle autorità americane per operazioni illecite sui mutui subprime. Ma basta il caso giudiziario a giustificare la tempesta finanziaria che si è abbattuta contro la prima banca tedesca? Non c’è dietro forse la mano di uno dei più grandi finanzieri al mondo, quel tale George Soros, lo stesso che nel 1992 colpì e affondò sia la lira italiana che la sterlina inglese?

I numeri ci dicono che non ci sarebbe ragione per un simile panico. Deutsche Bank ha assets per 1.800 miliardi di euro, ma detiene anche liquidità per 223 miliardi, sufficiente ad affrontare anche una grossa emergenza. Vero sarebbe, invece, che la banca si mostra sotto-capitalizzata, stando a un report di Citigroup, secondo il quale il “leverage ratio” dell’istituto sarebbe del 3,4%, peggiore dell’obiettivo di un 4,5% entro il 2018. (Leggi anche: Caso Deutsche, come Draghi farebbe contenti i tedeschi)

Speculazione contro Deutsche Bank

Anche considerando la cessione del 70% di Postbank entro il 2017 e a un prezzo pari al 40% del suo valore a libro, il Cet 1 ratio sarebbe dell’11,6%, notevolmente più basso del 12,5% perseguito dalla banca, implicando una carenza di capitale per 3 miliardi, mentre il leverage ratio salirebbe al 3,9%, ma comportando ugualmente un fabbisogno di capitale di 8 miliardi per centrare l’obiettivo.

Bloomberg ha riportato la notizia che una decina di hedge fund clienti della Deutsche Bank avrebbe ritirato le proprie riserve cash, in relazione alle loro esposizioni verso derivati. In sé, non sarebbe un allarme, dato che al momento la banca avrebbe 800 clienti. Non solo: anche ipotizzando che tutta la liquidità dei fondi clienti evapori, l’istituto rimarrebbe con ancora 150 miliardi circa di liquidità, pari a un tasso di copertura a breve (30 giorni) del 124%, circa 1,5 volte superiore ai requisiti minimi regolamentari. (Leggi anche: Banche italiane più efficienti delle tedesche)

 

 

 

C’è la mano di Soros

Una vulnerabilità, però, esiste: Deutsche Bank possiede depositi per 565 miliardi, quasi un terzo dei suoi assets totali, suscettibili, quindi, all’emotività dei clienti, che potrebbero scatenare una corsa agli sportelli, se certo panico propinato dalla stampa dovesse diffondersi. Tuttavia, avendo seguito il caso MPS, non pare che i risparmiatori siano davvero così poco avveduti. Esisterebbero anche meccanismi per contrastare simili effetti, ovvero il ricorso alla liquidità della BCE.

Ma allora, come mai questa tempesta in un bicchier d’acqua? La risposta si chiamerebbe “short” o vendite allo scoperto del titolo. Quando il Regno Unito votò a maggioranza per uscire dalla UE (“Brexit”), George Soros annunciò di avere “shortato” il titolo Deutsche Bank, ritenendo che sarebbe stato destinato a ridursi di valore. Se non avete idea di cosa stiamo parlando, ecco qui un articolo che vi spiega cosa significhi lo “short selling” e come si usa per fare soldi: Short selling, cos’è e rischi e opportunità di una strategia ribassista.

Motivazioni anche geo-politiche dietro all’attacco finanziario?

Soros non è certamente l’unico ribassista a puntare sulle azioni DB, ma forse il più importante. In tutto, si calcola che siano 39 milioni le azioni della banca oggetto di posizioni corte, pari al 2,8% del capitale totale e corrispondenti a un valore di 480 milioni (dati Reuters).

La domanda diventa allora un’altra: come mai Soros & Co starebbero scommettendo contro Deutsche Bank? Le motivazioni alla base sarebbero essenzialmente di natura finanziaria, ma potrebbe nascondersi altro. Soros è un oppositore dichiarato della cancelliera Angela Merkel, non condividendone la gestione della crisi del debito sovrano nell’Eurozona ed essendo un sostenitore del “super-stato europeo”, al quale la Germania finora si oppone per mancanza di fiducia verso i partner UE. (Leggi anche: George Soros chiede super-stato UE)

 

 

 

Rischiano tutte banche europee

Non è la prima volta che il magnate ungherese mescola finanza e politica. Accadde, come dicevamo, anche nel 1992, quando mise in crisi il Sistema monetario europeo (Sme), facendo uscire da esso la lira e la sterlina, speculando massicciamente contro le due valute. Deutsche Bank non è una banca come un’altra, perché rappresenta la longa manus della Germania nella finanza mondiale. Colpirla significa indebolire la posizione del governo tedesco al tavolo delle trattative con il resto d’Europa e abbassarne le resistenze contro la costruzione di un apparato centralistico europeo, che Soros vede come unica soluzione per evitare una disgregazione irreversibile e in atto delle istituzioni comunitarie, euro compreso.

Comunque la si veda, l’attenzione deve essere massima d’ora in poi, perché in gioco non ci sarebbe solo il destino della più grande banca tedesca, bensì quello del sistema bancario europeo, a partire dall’Italia. (Leggi anche: Crisi vera banche europee entro l’anno prossimo)

 

 

 

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