Investire nei bond è più rischioso che mai, è fuga verso l’oro

Investire nei titoli di stato sarebbe diventato paradossalmente molto rischioso. E' l'allarme lanciato da un influente manager.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Investire nei titoli di stato sarebbe diventato paradossalmente molto rischioso. E' l'allarme lanciato da un influente manager.

E’ salito a 11.700 miliardi di dollari il controvalore dei titoli del debito pubblico del pianeta, che sul mercato secondario offrono rendimenti negativi. Un nuovo record, che sta suscitando parecchie preoccupazioni tra la comunità finanziaria internazionale e che è sintomatico di una corsa ai beni-rifugio da parte di chi investe, oltre che delle evidenti distorsioni provocate dalle politiche monetarie ultra-accomodanti delle principali banche centrali.

Sta di fatto che mercoledì, i rendimenti dei Treasuries degli USA e dei bond sovrani anche di Canada e Australia hanno toccato nuovi minimi storici, mentre per la prima volta da quando è iniziata la raccolta dei dati sui rendimenti dei titoli di stato del pianeta nel 2006, l’indice di Bloomberg ha registrato una discesa sotto l’1%.

Rendimenti bond troppo bassi

La situazione è così anomala, che a lanciare l’allarme è Bill Gross, ex boss di Pimco, fondo obbligazionario numero uno al mondo, oggi a capo di Janus Capital, il quale sostiene che è diventato “troppo rischioso” investire in titoli di stato, avvertendo, in particolare, sul mercato europeo e del Giappone, dove i rendimenti sono per larga parte negativi e per i quali “non esiste alcuna opportunità” di investirvi, perché anche piccoli aumenti dei rendimenti provocherebbero grosse perdite di capitali. Si è già fortunati a possedere Treasuries, ha aggiunto.

Nell’Eurozona, i rendimenti sovrani sono così bassi, che un terzo dei titoli non è più acquistabile dalla BCE, in quanto rendono meno del -0,4%, il livello minimo accettabile con il “quantitative easing”. In Giappone, il mercato si tiene pronto a una discesa in territorio negativo dei titoli ventennali, mentre in Svizzera rendono già sotto zero persino i trentennali e in Germania fino ai 15 anni.

 

 

 

Prezzo oro oltre 1.400 dollari?

Intanto, che il mercato si stia preparando a un grosso scossone lo proverebbe anche la quantità di oro detenuta dagli Etf, salita questa settimana a 2.000 tonnellate, in rialzo del 37% dall’inizio dell’anno e ai massimi degli ultimi 3 anni. Secondo ABN Amro, la domanda di metallo è così forte, che le quotazioni potrebbero schizzare a 1.425 dollari l’oncia questo trimestre dai 1.350 circa di questi giorni.

Oltre alla paura per l’instabilità finanziaria e il rallentamento economico provocato dalla Brexit, gli investitori mostrano da tempo scetticismo sull’efficacia delle politiche accomodanti delle banche centrali, che acquistando sempre più assets, non riescono a rinvigorire né l’inflazione, né la crescita economica, finendo solo per creare la più gigantesca bolla finanziaria di tutti i tempi.

 

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Argomenti: Abenomics, Altre economie, bolla finanziaria, bond sovrani, Crisi del debito sovrano, Crisi Euro, Crisi materie prime, Economia Europa, Economia USA, Economie Asia, Fed, Oro, quantitative easing, stimoli monetari