Alla Spagna conviene lasciare l’Euro

I mld necessari alle banche spagnole potrebbero essere 150 e non 60. Un articolo di Jeremy Warner fa i conti in tasca a Madrid e propone il male minore

di Enzo Lecci, pubblicato il
I mld necessari alle banche spagnole potrebbero essere 150 e non 60. Un articolo di Jeremy Warner fa i conti in tasca a Madrid e propone il male minore

Alla fine a fare chiarezza sulla situazione in Spagna ci ha pensato un articolo spigoloso ma terribilmente reale firmato da Jeremy Warner e apparso sul The Telegraph dello scorso giovedì. Il pezzo in questione, titolato Spain must leave the euro, non ha avuto grande eco in Italia, nonostante, per immediatezza e chiarezza, sia decisamente migliore rispetto a tante altre analisi sulla gravissima situazione che la Spagna sta vivendo in queste settimane.  

Uscita Spagna dall’Euro: l’analisi di Warner

Il punto di vista di Warner è semplice: la Spagna sta correndo rischi enormi, in confronto ai quali l’uscita di Madrid dall’euro, per quanto dolorosa, sarebbe comunque da preferire poichè creerebbe effetti negativi solo per un periodo di tempo e non (quasi) permanentemente. Il giudizio di Warner non è campato in aria. Nel suo preciso articolo infatti, il giornalista inglese ha realizzato una sorta di elenco oggettivo sulle condizioni attuali di Madrid, senza fare sconti e senza lasciarsi andare a quell’entusiasmo di facciata che spesso ha caratterizzato le prese di posizione dell’Europa. Il punto di partenza dell’analisi di Warner è proprio quella manovra lacrime e sangue che è stata varata lo scorso venerdì dall’esecutivo conservatore e che, secondo noi, dovrebbe servire a Madrid unicamente per prendere tempo e allontanare lo spettro degli “inevitabili” aiuti europei che si tradurrebbero “inevitabilmente” in nuove misure di austerità per gli spagnoli (su questo argomento leggi La Spagna alla resa dei conti e Perché la Spagna alla fine si piegherà) Ebbene riferendosi proprio alla nuova manovra, Warner ha affermato che essa non cambia di una virgola la situazione economica spagnola. Il riferimento del giornalista inglese è andato in particolare allo stato di salute delle banche iberiche e alle spinte centrifughe della ricca Catalogna. Per quanto concerne le banche, ha sentenziato Warner, è chiaro che esse dipendono oramai dal “bancomat” della Bce. E’ infatti altamente inverosimile che i miliardi necessari a salvare le banche siano solo 60 (come hanno lasciato intendere alcuni rumors di questi giorni) o addirittura 40 (come detto dalla presidente dell’Fmi Lagarde alcune settimane fa). Secondo Warner infatti per salvare le banche spagnole potrebbero addirittura servire 150 mld ossia il 15% del Pil iberico. Una cifra mostruosa che lascia pensare come solo un salvataggio completo possa evitare la catastrofe. Ma la crisi spagnola non è solo crisi delle banche ma anche crisi politica con la Catalogna intenzionata a dichiarare la sua indipendenza e Madrid inflessibile sull’unità nazionale (Spagna a pezzi: Catalogna verso la secessione, scontri a Madrid).  

Conviene alla Spagna restare nell’Euro?

La domanda che Warner si pone è se tutto questo abbia senso. La Spagna infatti potrebbe salvare il salvabile abbandonando l’Euro. Proprio la moneta unica, osserva Warner, ha negato all’Europa quel meccanismo che consente ai tassi di cambio di fluttuare per ridurre il debito estero. La morale del pezzo di Warner è quindi chiara: se la Spagna lascia l’Euro i costi a breve termine saranno altissimi ma perlomeno ci sarebbe una possibilità di rinascita nel futuro. Se la Spagna resta nell’Euro saranno dolori atroci per tutti.

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Argomenti: Crisi Spagna

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