Alfano molla Renzi dopo il referendum? Ecco la manovra del ministro

Angelino Alfano porrà fine all'alleanza con il PD di Matteo Renzi? Tutto accadrebbe dopo il referendum.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Angelino Alfano porrà fine all'alleanza con il PD di Matteo Renzi? Tutto accadrebbe dopo il referendum.

Il referendum costituzionale di ottobre rappresenta uno spartiacque in questa legislatura. Il voto ci dirà se Matteo Renzi avrà ancora un futuro da premier e se la sua leadership nel PD si rafforzerà o si indebolirà velocemente. Fino ad allora non dovremmo assistere a grossi smottamenti nella politica italiana, nemmeno nel caso di esito negativo per il governo alle elezioni amministrative di domenica prossima.

Ormai, da alcune settimane, Renzi ha cercato di spostare l’obiettivo ad ottobre, proprio per evitare di restare triturato da un eventuale risultato insoddisfacente nelle grandi città italiane chiamate al voto. Ma c’è una possibile novità, che potrebbe manifestarsi dopo il referendum e riguarda gli alleati del PD, il Nuovo Centro-Destra di Angelino Alfano.

Dopo riforme, fine alleanza PD-NCD?

Formalmente, i centristi ex berlusconiani stanno al governo con la sinistra solo per realizzare le riforme. Va da sé, che dopo che queste saranno state realizzate o saranno bocciate dagli elettori, non dovrebbe più esserci alcuna ragione per restarne alleati. Si sono già fatti sentire in tal senso alcuni esponenti di NCD, che vorrebbero sancire la fine dell’alleanza con il PD da ottobre in poi.

Il loro segretario e ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha un’idea diversa. D’altronde, egli sa che, alle condizioni attuali, non potrebbe tornare facilmente all’opposizione con il resto del centro-destra, visto che ad oggi Forza Italia, ma soprattutto la Lega Nord di Matteo Salvini lo hanno attaccato e presentato agli occhi dei propri elettori come un “traditore”.

 

 

 

Rimpasto governo o crisi?

Alfano si è limitato a parlare di “tagliando” per il governo. Sì, ma che significa? Nel linguaggio partitocratico, quando bisogna fare una “revisione” all’esecutivo si tratta sempre di cambiare poltrone. Tuttavia, oggi come oggi se c’è una cosa che non converrebbe al partito di Alfano è proprio una revisione degli equilibri interni al governo, perché la presenza dei ministri centristi risulterebbe sovradimensionata, considerando l’apporto di consensi alle urne.

E allora, il tagliando di cui parla Alfano potrebbe consistere in una rinegoziazione del programma di governo. Il ministro chiederà un contentino mediatico, in modo da esibire una forza che non ha dinnanzi al paese. Funzionerà? Dipende dall’esito del referendum. Se vince il “sì”, il governo uscirà rafforzato e Renzi potrebbe anche permettersi di ignorare le istanze dell’alleato, la cui unica prospettiva sarebbe di tacere e ingoiare il rospo fino alla fine della legislatura. Ci sarà qualche mal di pancia, ma i centristi resteranno al loro posto e non si sogneranno nemmeno di rischiare di venire “buttati fuori” dalla maggioranza e rispediti all’opposizione con alleati scomodi.

Crisi governo Renzi probabile con sconfitta in referendum

Se, invece, il referendum bocciasse le riforme, il governo potrebbe anche cadere all’istante, per cui le richieste di Alfano non avrebbero più nemmeno un senso, tranne che non vengano utilizzate in chiave di alleanza per le elezioni, che sarebbero anticipate all’inizio del 2017.

Alfano potrebbe rinegoziare così il patto per appoggiare il PD alle urne, oppure inizierebbe una manovra di rientro nel centro-destra, come ha fatto trapelare dalle sue parole nel momento in cui ha dichiarato che intende dare voce all’elettorato liberale e popolare, che è diverso da quello di Matteo Salvini.

Ma è credibile che torni a fare parte del centro-destra, quando Lega Nord e Fratelli d’Italia lo detestano quanto o forse più del PD renziano? Anche questo dipende dal voto, quelle di domenica prossima. Se i risultati dell’asse Lega-FdI dovessero essere meno brillanti delle attese, la leadership del segretario del Carroccio ne subirà un contraccolpo e a quel punto dovrà mediare più di quanto non voglia. Certo, se magari Alfano gli portasse come contentino la caduta del governo Renzi, sarebbe più facile digerire il boccone amaro.

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Argomenti: Politica