Alcune idee per il restyling (e non l’abolizione) dell’Imu

L’abolizione dell’Imu porrebbe un problema di copertura di non facile soluzione. Ecco perché conviene renderla più equa tenendo conto del reddito di quei proprietari di casa che sono anche intestatari di mutui bancari

di Stefano Fugazzi, pubblicato il
L’abolizione dell’Imu porrebbe un problema di copertura di non facile soluzione. Ecco perché conviene renderla più equa tenendo conto del reddito di quei proprietari di casa che sono anche intestatari di mutui bancari

L’abolizione dell’Imu è stato il leitmotiv che ha caratterizzato sia l’intera campagna elettorale del PdL sia i primi mesi di vita del “governo di responsabilità nazionale” guidato da Enrico Letta. Ma oltre ai proclami da “campagna elettorale itinerante”, il Paese deve anche misurarsi con la dura realtà dei fatti: le risorse sono limitate e la situazione dei conti pubblici rimane difficile, elementi che potrebbero convincere il governo (e il centrodestra) a fare retromarcia sull’Imu.

 

Il Fondo Monetario Internazionale dà ragione a Saccomanni 

Da giovedì il fronte “salva Imu” ha un alleato in più: il Fondo Monetario Internazionale (Fmi). Kenneth Kang , assistant director del dipartimento europeo del Fmi, ha infatti sposato la linea del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, quando ha affermato che “la tassa sulla proprietà sulla prima casa deve essere mantenuta” pur riconoscendo la necessità di “rivedere il sistema catastale per andare nella direzione di un sistema più equo e giusto”. Ma non è la prima volta che esponenti provenienti dal mondo dell’economia suggeriscono al Governo di riformare – e non abolire – “la meno amata delle imposte” (Imu prima casa, nessuna abolizione. Il “consiglio” dell’Fmi).

 

Guiso: le difficoltà tecniche legate alla soppressione dell’Imu

In un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore il 3 maggio scorso, Luigi Guiso, docente di Economia presso l’European University Institute, spiega in maniera chiara le difficoltà tecniche legate alla soppressione della tassa sulla proprietà di immobili. “Abolire l’Imu e ancor più restituire il gettito dello scorso anno porrebbe un problema di copertura di non facile soluzione, soprattutto in una fase di fragilità finanziaria: chi lo propone dovrebbe come minimo dire in modo non generico quale altra imposta si aumenta o quale voce di spesa si riduce, in via permanente e con quale tempistica. E dovrebbe anche dire perché il mix proposto (niente Imu e più elevata tassa x o minore spesa y) è migliorativo rispetto al mix attuale”.

 

Difficile sostituire subito l’Imu con l’accordo fiscale Italia-Svizzera oppure con tagli alla spesa

[fumettoforumleft]Lo scorso febbraio il Professor Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze, ha proposto al PdL di “finanziare” l’abolizione dell’Imu siglando un concordato fiscale con la Svizzera sui capitali illegalmente esportati nel Paese elvetico. Secondo il docente universitario, il concordato fiscale porterebbe in dote allo Stato italiano almeno 3,5 miliardi all’anno, rendendo così possibile l’annullamento della tassa sulla prima casa. La proposta dell’economista vicino al centrodestra non ha però avuto seguito anche per via dell’arenarsi delle trattative tra i due Paesi.

Altri economisti e addetti ai lavori hanno, invece, suggerito all’esecutivo di agire sulla spesa pubblica eliminando gli sprechi. Come per l’accordo fiscale con la Svizzera, anche in questo caso il rischio è quello di scontrarsi sia con la consueta inerzia politica sia con i tempi tecnici necessari per reperire la copertura.

 

Due proposte per rendere l’Imu più equa

Considerate le difficoltà nel trovare percorsi alternativi che permettano la sua abolizione, la soluzione starebbe nell’ammorbidire l’Imu rendendola più equa e progressiva, ossia tenendo conto del reddito di quei proprietari di casa che sono anche intestatari di mutui bancari. “L’imposta e i suoi incrementi – spiega Luigi Guiso dell’European University Institute – risultano più gravosi per le famiglie che sono all’inizio della restituzione del mutuo o che comunque hanno un mutuo ancora elevato. Questo aspetto dovrebbe essere riflesso nelle aliquote. L’imposta sulla casa – aggiunge Guiso – dovrebbe tenere conto anche del reddito del proprietario. Per pagare l’Imu il proprietario non può chiaramente cedere una quota dell’abitazione. L’imposta va perciò pagata attingendo al reddito familiare. Quando la tassa viene per la prima volta introdotta, o modificata in modo rilevante, mette perciò in maggiore difficoltà coloro che hanno un reddito basso ma posseggono una casa di valore relativamente elevato, magari perché comprata anni addietro prima del boom dei prezzi. E non sono poche le famiglie in queste condizioni”. 

 

 

Stefano Fugazzi è anche l’autore di “IDEE PER L’ITALIA: abbattere il debito pubblico per restituire allo Stato la sovranità in politica economica” (http://www.lulu.com/spotlight/stefanofugazzi).

Il saggio verrà ufficialmente presentato a Roma presso la Link Campus University il 9 luglio alle ore 17,30. Alla presentazione contribuiranno, tra gli altri, anche il Prof. A.M. Rinaldi, l’ex ministro Prof. V. Scotti e il Sen. R. Ceroni della Commissione Bilancio.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Economia Italia

I commenti sono chiusi.