Al G20 del Messico si prende atto del declino europeo

Fino ad oggi l'unico atto concreto del G20 è stato l'incremento della dotazione dell'Fmi. Un atto dietro il quale si nasconde il riconoscimento della crescente importanza dei Bric

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Fino ad oggi l'unico atto concreto del G20 è stato l'incremento della dotazione dell'Fmi. Un atto dietro il quale si nasconde il riconoscimento della crescente importanza dei Bric

Da ieri a Los Cabos, in Messico, ha luogo il G20, il vertice che raduna i rappresentanti dei 20 stati più ricchi della Terra, che insieme rappresentano l’80% del pil mondiale. Malgrado non abbiano alcun riconoscimento formale, questi incontri si tengono regolarmente ogni anno dal 2008, da quando in piena crisi finanziaria, si decise di mettere insieme i 20 grandi del mondo, al fine di trovare posizioni comuni su alcuni temi di rilevanza planetaria. In realtà, sono 19 gli stati che ne fanno parte, visto che il ventesimo membro invitato è la Commissione UE. Al contrario, pur non facendone parte, la Spagna viene regolarmente invitata. L’Italia partecipa con il premier Mario Monti in un assise, che sembra essere un G8 allargato ai Brics, oltre che a stati come l’Arabia Saudita.  

Aumentata la dotazione del Fondo Monetario Internazionale

Ieri, il tema sul piatto è stato il rifinanziamento del Fondo Monetario Internazionale. Già si era deciso di aumentare la dotazione dell’organismo internazionale di 430 miliardi di dollari, al fine di consentire all’istituto di potere meglio intervenire a difesa degli stati in crisi dell’Eurozona. A sorpresa, si è deciso che l’aumento del firewall dell’FMI debba essere accresciuto di 456 miliardi, oltre il previsto. La Cina parteciperà con 43 miliardi, mentre India e Russia con 10 miliardi ciascuno. Si è, quindi, preso atto della modifica degli equilibri politico-finanziari dentro al Fondo, con la necessità di modificare i diritti di voto. E il punto non è affatto secondario. Lo scorso anno, ad esempio, gli europei erano contrari a un aumento del firewall, che incrementasse la partecipazione dei Brics dentro all’organismo internazionale, non volendo rinunciare al ruolo-cardine del Vecchio Continente, il quale gode della direzione generale dal 1944, anno di fondazione dell’FMI, in virtù di un accordo tacito con gli USA. Segno dei tempi. Christine Lagarde potrebbe essere l’ultimo dg europeo del Fondo Monetario, almeno l’ultimo per automatismo.  

La Germania è irremovibile

Ma tornando al vertice, prima della cena, il presidente USA, Barack Obama, si è trattenuto a colloquio privato con il cancelliere Angela Merkel. Il faccia a faccia è durato 45 minuti, oltre i 30 previsti. Tuttavia, contrariamente alle attese, alla fine della prima sessione dei lavori, Obama ha annullato l’incontro con i vertici della UE e con i capi di stato e di governo dei membri europei presenti al G20. Una nota ufficiale della Casa Bianca non esclude che tale incontro possa avvenire oggi, parlando di annullamento per mancanza di tempo. Diverso, invece, è stato il commento ufficiale del governo tedesco, che ritiene che il faccia a faccia sia saltato, perché non ci sarebbero novità su cui discutere e confrontarsi, dopo che la Merkel aveva già parlato con il presidente americano. Un piccolo giallo, che potrebbe nascondere una certa freddezza nei rapporti USA-UE, determinata dalla non volontà della Germania di concedere molto sul fronte delle politiche sulla crescita. Infatti, malgrado ieri un pò tutti i partecipanti abbiano espresso apprezzamento per il voto in Grecia, che ha visto la nascita di una maggioranza risicata pro-Memorandum, il cancelliere tedesco ha ribadito che di ammorbidire le misure concordate non se ne parla proprio. Nella bozza finale del documento redatto alla fine della serata di ieri si parla della necessità di spezzare il legame vizioso tra debiti sovrani e banche, mentre si garantisce ogni intervento dei membri dell’Eurozona del G20, a tutela dell’euro e della stabilità dell’area. Certo, tra i temi che saranno affrontati entro stasera (oggi si terranno altre due sessioni) c’è anche il capitolo non secondario del nucleare iraniano. Tuttavia, è l’economia mondiale a concentrare l’attenzione dei capi di stato e di governo, oltre che di stampa e opinione pubblica internazionali.  

Crisi Euro e crisi mondiale resteranno irrisolti

Alla fine, non saranno certamente adottate misure concrete in favore dell’euro o della ripresa dell’economia negli USA e nella UE. Si tratta essenzialmente di un vertice, che mira a rassicurare gli investitori sul fatto che gli stati sarebbero pronti a sostenere i mercati. Si vorrebbe indurre all’ottimismo chi investe, ma ieri le borse del Vecchio Continente hanno chiuso in rosso, con Piazza Affari sprofondata del 2,8%. Certo, il G20 doveva ancora iniziare, ma nessuno si attende miracoli o anche solo annunci salvifici. Per ora, dobbiamo accontentarci dell’aumento della dotazione delle risorse dell’FMI, che porta il firewall complessivo a mille miliardi di dollari tra impegni e cassa. Tale annuncio dovrebbe indurre a una maggiore serenità dei mercati sui nostri titoli di stato, visto che le nuove risorse, associate all’Esm, ossia al Fondo permanente europeo salva-stati, dovrebbero essere in grado di coprire un eventuale rifinanziamento diretto del debito italiano in scadenza per 18 mesi o anche due anni, nel caso in cui prevalesse lo scenario catastrofico di un ricorso di Madrid agli aiuti europei, seguita da Lisbona e Dublino per una nuova tranche di aiuti. Eppure, lo spread BTp-Bund prosegue la sua impennata anche nella mattinata di oggi, segno che i mercati sono molto stanchi della politica degli annunci e dei vertici rituali e vuoti. Se ieri è stato ribadito l’impegno di tutti per stimolare la crescita e, in particolare, per rilanciare l’occupazione, c’è la fin troppa convinzione che il tutto si fermerà alle parole. D’altronde, il G20 non impegna mai seriamente nessuno stato, mentre le divisioni dentro la stessa Area Euro sono forti, con il cancelliere Angela Merkel a frenare sulle misure pro-crescita, puntando decisamente su quelle di austerità fiscale. Un battibecco che non interessa chi investe. I mercati non credono e nemmeno chiedono le riforme, ma vogliono solo che si adottino misure per mettere in sicurezza i debiti sovrani e le banche. Su questi aspetti il G20 non interverrà. Per questo, dovremmo guardare al vertice come a una passerella delle buone intenzioni, ma nulla di più

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Argomenti: Economia USA, Economie Asia, Economie Europa

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