La Pasqua veg di Silvio con i 5 agnellini salvati fa imbufalire il settore della carne

Silvio Berluscono salva 5 agnellini dalla Paqua? E i rappresentanti della filiera della carne invitano a boicottare la pubblicità su Mediaset. La svolta veg dell'ex premier arriva in una fase già di calo dei consumi.

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Silvio Berluscono salva 5 agnellini dalla Paqua? E i rappresentanti della filiera della carne invitano a boicottare la pubblicità su Mediaset. La svolta veg dell'ex premier arriva in una fase già di calo dei consumi.

“A Pasqua scegli la vita, scegli veg”. E’ l’appello lanciato dalla Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente di Michela Vittoria Brambilla, esponente di spicco di Forza Italia ed ex ministro, animalista convinta, che come ogni anno cerca di sensibilizzare gli italiani, indirizzandoli verso una Pasqua vegana. E stavolta non ha resistito al richiamo per il rispetto degli animali l’ex premier Silvio Berlusconi, che ha annunciato di avere salvato 5 agnellini, i quali verranno liberati nel parco di Villa San Martino ad Arcore. Una scelta che quasi ricorda la tradizione americana per la Festa del Ringraziamento, quando puntualmente il presidente grazia un tacchino e lo salva dalla mattanza altrimenti certa. Il gesto commuove quanti abbiano sensibilità in materia, ma divide l’opinione pubblica, attirandosi le critiche della filiera della carne.

Assocarni ha duramente attaccato la decisione del leader azzurro di pubblicizzarlo, spiega, perché minaccerebbe “la filiera ovina, che ha un ruolo fondamentale per la produzione di formaggi e carni di alta qualità, i cui allevamenti allo stato brado contribuiscono al mantenimento del territorio”, un settore già colpito dal calo dei consumi di carne, notando come già oggi gli italiani sarebbero il popolo più equilibrato nei consumi a tavola, con 79 kg di carne mangiata a testa ogni anno, ultimi in Europa. (Leggi anche: Dieta vegana e tumori, cosa dicono i nutrizionisti)

Consumi carne in Italia più bassi d’Europa

In effetti, il consumo di carne in Italia risulta il più basso di tutta la UE, in calo del 12,9% rispetto al 2009, specchio della crisi più generalizzata dei consumi degli ultimi anni, ma anche di una tendenza più salutista, che si registra non solamente nel nostro paese, bensì in tutte le economie sviluppate.

Partiamo da alcuni dati: i consumi di carne bianca sono stati pari a 21 kg pro-capite nel 2016, in crescita del 2,7% sul 2015, anche grazie al calo dei prezzi. Ne consegue che come italiani mangiamo circa 58 kg a testa di carne rossa e avicola all’anno, qualcosa come quasi 160 grammi al giorno. (Leggi anche: Carne avariata dal Brasile, Italia principale mercato di importazione)

Assocarni invita a boicottare pubblicità su Mediaset

In Europa, i principali consumatori di carne si confermano i danesi con 109,8 kg, seguiti dal Portogallo (101) e Spagna (99,5). Tedeschi e francesi sono appaiati con circa 86 kg a testa, sempre superiori ai nostri. Dicevamo, la tendenza al calo dei consumi di carne si ha un po’ ovunque. Negli USA, primi al mondo, sono passati dai quasi 125 kg del 2002 ai 120 del 2009 e nell’ultimo decennio si registra un calo del 15% per le carni rosse, a fronte di un +5% per quelle bianche.

Alla base della tendenza contribuisce certamente la crescita della popolazione vegetariana e vegana, che nel complesso ammonterebbe in Italia all’8-9% del totale, di cui la prima incide per circa il 90%. Milioni di persone, che astenendosi dal consumo di carne, ne affievoliscono i consumi.

Assocarni è così arrabbiata con il premier, che ha invitato le sue associate a boicottare la pubblicità sulle sue reti Mediaset, esprimendo stupore per come un imprenditore non abbia mostrato sensibilità per l’economia di un intero settore produttivo. Una battaglia, quella contro il leader del centro-destra, che probabilmente non supererà la Pasquetta, ma che segna una ferita nei rapporti tra l’attuale capo di Forza Italia e parte del mondo imprenditoriale italiano; segno dei tempi, dato che il popolo veg, per quanto minoritario sul piano numerico, riesce a farsi valere nel panorama della comunicazione di massa e ad incidere sul dibattito politico, mostrandosi spesso più compatto dell’ampio fronte dei consumatori, quest’ultimo per sua natura eterogeneo e, quindi, scarsamente rappresentabile. (Leggi anche: Vegetariani e vegani malati cronici?)

 

 

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