Agenzia farmaco a Milano, governo verso possibile autogol elettorale

Governo italiano pronto al ricorso contro l'assegnazione all'Olanda della sede per l'Agenzia del farmaco. In piena campagna elettorale, la mossa suona rischiosa per il PD.

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Governo italiano pronto al ricorso contro l'assegnazione all'Olanda della sede per l'Agenzia del farmaco. In piena campagna elettorale, la mossa suona rischiosa per il PD.

Il governo italiano ricorrerà alla Corte di Giustizia europea contro la decisione della UE di novembre di assegnare alla città di Amsterdam, Olanda, la sede per accogliere gli uffici dell’Agenzia per il farmaco europea (EMA). La decisione, invocata dal sindaco di Milano, Beppe Sala, e condivisa dall’esecutivo, tra cui il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è arrivata dopo che la cittadina olandese ha comunicato di non essere pronta a ospitare sin dal prossimo anno gli uffici dell’ente, che verranno spostati da Londra a seguito della Brexit. La nuova sede sarebbe pronta solo alla fine dell’anno prossimo e la soluzione provvisoria viene considerata inadeguata dallo stesso personale dipendente dell’EMA, in quanto lo spazio disponibile sarebbe appena la metà di quello degli attuali uffici britannici. Milano era la città con le maggiori probabilità di vittoria per il bando, avendo già a disposizione la sede in cui ospitare l’Agenzia per il farmaco, ovvero gli uffici del Pirellone. Tuttavia, il capoluogo lombardo è stato battuto al sorteggio di novembre, quando dal bussolotto venne estratto il nome di Amsterdam. (Leggi anche: Agenzia farmaco scelta per sorteggio, vera sconfitta è la Germania)

L’estrazione a sorte, che è subito parsa una soluzione ridicola, per quanto prevista dal bando, si era resa necessaria per l’incapacità delle città in gara di raggiungere ai voti la maggioranza dei consensi tra i 27 stati membri. L’Italia è stata “tradita” persino dalla Spagna, che già detiene 5 sedi di altrettante agenzie e che nei fatti non concorreva realmente per l’EMA. Dunque, la vera sconfitta del nostro Paese è avvenuta non con il sorteggio, bensì sul piano politico, non essendo stato in grado il governo di Roma di trovare le dovute alleanze per ottenere quanto sembrava non solo alla portata, ma quasi una spettanza doverosa, visto che da terza economia europea, ospitiamo solo due sedi di agenzie comunitarie.

Possibile boomerang elettorale

L’EMA dovrebbe creare un indotto di 1,7 miliardi di euro all’anno, qualcosa come lo 0,1% del nostro pil, che concentrato in un’unica realtà urbana non sarebbe cosa da poco. Il ricorso che verrà presentato da Roma non avrà molte probabilità di essere accolto, come avverte lo stesso Sala, anche perché già all’atto dell’assegnazione della sede, l’Olanda aveva messo in guardia la UE che non avrebbe potuto rispettare i tempi prescritti. E allora sembra da un lato quasi un atto dovuto, dall’altro un atto politico in piena campagna elettorale per segnalare la forza del governo nei confronti dell’Europa per fare valere le proprie ragioni.

Tuttavia, per quanto certamente doveroso, il ricorso potrebbe trasformarsi in un boomerang elettorale per Palazzo Chigi e il PD. Non solo si riaprono i fari sulla dimostrata incapacità del governo di farsi rispettare a Bruxelles, ma oltre tutto si evidenza il torto subito dall’Italia ad opera delle istituzioni comunitarie, dando fuoco alle polveri dell’euro-scetticismo, che già bruciano da tempo e che rischiano di spostare ulteriori consensi a beneficio di chi più o meno esplicitamente li cerca tra gli italiani stanchi della UE e dei suoi “diktat”. Difficile che i giudici sentenzino da qui alle elezioni e che eventualmente lo facciano in favore nostro. Vi immaginate cosa accadrebbe nel caso in cui arrivasse prima del 4 marzo e il governo si ritrovasse battuto anche sul piano giudiziario? (Leggi anche: Elezioni, PD di Renzi rinchiuso nel bunker delle regioni rosse)

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