Afghanistan, crisi umanitaria imminente con il tracollo dell’economia

Le condizioni economiche dell'Afghanistan stanno peggiorando rapidamente, paventando lo spettro di una crisi umanitaria

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Crisi umanitaria in Afghanistan

L’economia in Afghanistan versava in pessime condizioni già prima che i talebani riprendessero il potere dopo 20 anni di guerra contro gli USA. Ma con il ritiro dei soldati americani, il suo collasso sembra lo scenario preponderante e c’è il serio rischio di una crisi umanitaria già in corso. Il PIL pro-capite nel paese asiatico arriva a stento a 500 dollari. Secondo Fitch, ora l’economia potrebbe crollare del 9,7% quest’anno e del 5,3% nel prossimo.

La situazione è gravissima. Fino a Ferragosto, l’Afghanistan possedeva riserve valutarie sufficienti a coprire 15 mesi di importazioni. Adesso, basterebbero per appena 2 giorni. E’ accaduto che i 9,5 miliardi di dollari in cassa presso la banca centrale siano stati quasi interamente “congelati” dagli USA e dalle istituzioni internazionali. La sola Federal Reserve ne custodisce per 7 miliardi e ha fatto sapere che non sbloccherà il loro invio verso Kabul sotto i talebani.

Crisi umanitaria con la fine della guerra

Il cambio è ufficialmente crollato del 10% nell’ultimo mese, ma con i cambiavalute chiusi non è possibile determinare l’entità della reale caduta. Virtualmente, l’afghani potrebbe avere già perso pressappoco il 100% del suo valore. Per questo, i prezzi dei beni al consumo, di prima necessità inclusi, risultano già esplosi. Tant’è che il nuovo regime ha istituito una commissione di controllo dei prezzi, anche se l’esperienza storica dimostra che si tratti di palliativi senza impatto significativo sul trend.

L’80% dell’economia afghana dipende dagli aiuti stranieri. Un terzo dei 38 milioni di abitanti vive in condizioni di assoluta povertà. Adesso che le donne non possono neppure andare a lavorare, tranne che verosimilmente nella sanità e nella scuola, i redditi delle famiglie sembrano destinati a peggiorare ulteriormente. Secondo le Nazioni Unite, le scorte alimentari fornite al paese basterebbero solo fino alla fine di questo mese.

Dopodiché, centinaia di migliaia di famiglie rischiano la fame nel vero senso della parola. In molte non potranno confidare neppure in un pasto al giorno.

Gli USA sperano di sfruttare queste condizioni di estrema debolezza dell’economia per fare leva sui talebani e indurli a rispettare i diritti umani e a recidere ogni legame con il terrorismo internazionale. Molto dipenderà dall’atteggiamento di Cina e Russia, le due potenze asiatiche confinanti dell’Afghanistan. Nel caso in cui riconoscessero il nuovo governo in corso di istituzione, Fitch prevede che per il prossimo quinquennio il tasso di crescita del PIL salirebbe dall’1,2% oggi atteso al 2,2%, grazie agli investimenti che arriverebbero da Mosca e Pechino. In ogni caso, ritmi molto più bassi del 6% registrato durante l’occupazione americana.

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