Addio Monti, Scelta Civica ora è a rischio collasso. Casini fraziona l’atomo

I cattolici nel partito strizzano l’occhio all’Udc di Casini e Monti dà l’aut aut: o loro o me. Ma quanto durerà questo equilibrio precario?

di , pubblicato il
I cattolici nel partito strizzano l’occhio all’Udc di Casini e Monti dà l’aut aut: o loro o me. Ma quanto durerà questo equilibrio precario?

La spaccatura all’interno di Scelta Civica tra Mario Monti e la schiera dei cattolici potrebbe portare alle dimissioni dell’ex premier. Nella riunione di ieri sera Monti si è sbilanciato in questo senso anche se per il moemnto l’allarme è rientrato. Ma i nervi restano tesi all’interno del partito.   Dopo il flop elettorale Monti ora teme che i suoi possano voltargli le spalle e tradirlo con l’Udc di Casini. All’interno del partito è giunto il momento dell’aut aut: ieri Andrea Olivero, che aveva accusato il professore di aver perso lucidità, è stato sollevato dall’incarico di coordinatore. Ma non bastano i metodi duri a placare le voci di dissenso che ormai si sono alzate dal coro: la rottura appare inevitabile.  

Scelta Civica: laici e cattolici su strade diverse

Scelta Civica perde pezzi e la stella del leader del partito appare sempre più appannata: e pensare che solo due anni fa l’ex preside della Bocconi era tra gli uomini più discussi, nel bene o nel male, della politica italiana. L’ala cattolica cerca la sua strada: Mauro e D’Alia (Udc) sono ministri; Olivero (ormai ex) coordinatore; Dellai e Susta (entrambi prima Dc, poi Pd e infine in “Verso Nord”) sono capigruppo; Ferdinando Adornato è segretario d’aula alla Camera, Casini è presidente di commissione in Senato. Era dunque inevitabile che questo portasse a contrasti interni: Italia Futura, l’associazione di Luca Cordero, ha subito messo le mani avanti togliendo  il suo appoggio a Scelta Civica.  

Udc pesca in casa Monti ma l’ex premier non ci sta

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la scoperta che Andrea Olivero e Lorenzo Dellai avevano preso parte ad un convegno dell’Udc sul popolarismo europeo.

Monti sente aria di tradimento e convoca per mercoledì 31 luglio una “Direzione per cacciare Olivero”. L’obiettivo dichiarato è quello di “contenere le forze centrifughe”. Quello del professore è chiaramente un ultimatum: o me o lui. Dopo quattro ore di incontro dai toni accesi (con Monti arrivato perfino a dare le sue dimissioni), Olivero è stato rimosso dall’incarico. Le sue funzioni saranno assunte in via collegiale dal Comitato di presidenza (di cui però fa parte anche lo stesso Olivero). Ma alcuni testimoni parlano di un terremoto solo rimandato: “l’addio è solo questione di tempo” assicurano.

Argomenti: