Addio Ennio Doris: quello che non tutti sanno sul fondatore di Banca Mediolanum

L'incontro fatale, il rapporto con Silvio Berlusconi e altro

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Ennio Doris Fondatore Banca Mediolanum

Ennio Doris, il patron di Mediolanum (dove dal 3 novembre ricopriva la carica di Presidente Onorario), si è spento nella notte. “Tutti i Family Banker, i dipendenti e i collaboratori di Banca Mediolanum si stringono uniti e partecipi attorno alla famiglia Doris e, con enorme commozione, rendono omaggio a Ennio Doris, grande uomo e straordinario imprenditore”, così lo saluto i suoi “Family Banker” sul sito ufficiale dell’azienda.

Qui qualche pennellata per raccontare di questa figura carismatica che per oltre 40 anni è stata protagonista del mondo della finanza italiana.

L’incontro fatale

Dopo 10 anni nella consulenza finanziaria nei primi anni ’80 Ennio Doris ha un incontro “fatale” che gli accende la scintilla imprenditoriale, lo racconta lui stesso in un’intervista a Forbes qualche anno fa. “Una sera sono andato da un falegname che mi ha staccato un assegno da 10 milioni di lire. E mi ha detto: ‘Signor Doris, sa cosa le ho dato?’ Sì, ho risposto io, 10 milioni. E lui: ‘Lei non ha capito: io le ho dato questi’. E mi ha fatto vedere la mano con dei calli mostruosi. ‘Si ricordi’, mi ha detto ancora, ‘che io sono una persona che non può permettersi di ammalarsi, altrimenti la mia famiglia non vive. Quindi se lei gestirà bene i 10 milioni tra 15 anni potrò avere una somma che mi consentirà di ammalarmi”. “Quella sera − prosegue Doris − sono tornato a casa triste perché ho capito che non avrei potuto vendergli una polizza malattia. Quella stessa sera mi ha permesso di comprendere cosa avrei voluto fare. Mi sono detto: voglio avere successo perché sono utile alle persone, non perché sono bravo. Voglio sedermi come un medico di fronte al paziente, esaminare i suoi problemi e dargli ciò che gli serve.

Quindi devo avere a disposizione tutti i farmaci del mio settore: quelli della banca, quelli dell’assicurazione e quelli della finanza.

Ennio Doris e Silvio Berlusconi: partner e amici

Ma come nacque il legame tra Ennio Doris e Silvio Berlusconi, prima partner e poi amici? Lo racconta lo stesso Doris durante un’intervista a Il Giornale . Galeotta fu quello un’affermazione fatta da Berlusconi alla rivista Capital: “Se qualcuno ha un’idea e vuole diventare imprenditore, mi venga a trovare. E se l’idea è buona ci lavoriamo insieme” che Doris aveva letto e gli era rimasta impressa. “Primavera ’81, Piazzetta di Portofino, sciame di invitati a un matrimonio − Doris torna indietro con la memoria −. Mi giro, e dico a mia moglie: Ma quello è Berlusconi!. Indossa un vestito grigio, elegantissimo, credo sia uno degli ospiti delle nozze. Mi sente, si gira verso di me e io mi butto: Piacere, Ennio Doris. Abbiamo scambiato qualche parola, gli ho accennato del mio progetto, poi Silvio è andato a parlare con un pescatore che aggiustava le reti. Ci siamo incrociati dopo qualche minuto, e per convincerlo gli ho parlato di come l’idea di Programma Italia poteva essere una leva per il settore immobiliare”. Poi “Mi chiamò chiedendomi quanto guadagnavo. Risposi che non volevo niente da lui: Facciamo 50 e 50 e rischiamo assieme”.

 

Ennio Doris, quel colpo da maestro con la crisi dei mutui subprime

Il nome di Ennio Doris spiccò tra i clienti a seguito della crisi dei mutui subprime. Circa 10.000 clienti di Mediolanum risultarono esposti al crac di Lehman Brothers attraverso le polizze “index linked” e per un controvalore complessivo di 213 milioni di euro.

La famiglia Doris e il Gruppo Fininvest, i due principali soci della banca, decisero di rimborsare in toto e di tasca loro i clienti senza gravare sugli azionisti di minoranza e sul patrimonio bancario. L’iniziativa ebbe il risultato di consolidare la fiducia dei clienti e di fare emergere Banca Mediolanum vincente dalla crisi finanziaria che negli anni successivi avrebbe travolto buona parte anche del sistema creditizio italiano.

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