Addio alla plastica monouso: cosa cambia dal 2021 con la direttiva Ue e i prodotti messi al bando

Dal 2021 saranno vietate posate e piatti, cannucce, bastoncini dei palloncini e altri prodotti: la guerra alla plastica è partita.

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Dal 2021 saranno vietate posate e piatti, cannucce, bastoncini dei palloncini e altri prodotti: la guerra alla plastica è partita.

L’Europa diventa plastic free. Dopo più di 12 ore di negoziato, l’Unione Europea ha raggiunto l’accordo per limitare fortemente l’uso di plastica. Dal 2021 saranno vietate posate e piatti, cannucce, bastoncini dei palloncini, contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso come le scatole di fast food, cotton fioc etc. Il tutto per limitare i danni dell’inquinamento. Una prima bozza era stata presentata dalla Commissione lo scorso maggio.

Addio alla plastica monouso, che cosa cambierà

La guerra alla plastica si concentra maggiormente su oggetti monouso di plastica ma già dal 2019 saranno vietati i cotton fioc che dovranno essere biodegradabili e compostabili. Nell’accordo sono stati fissati anche obiettivi per bottiglie in Pet per bevande che prevede almeno il 25% di plastica riciclata dal 2025 mentre dal 2030 del 30% di contenuto riciclato. Le nuove direttive mirano a ridurre drasticamente l’inquinamento marino alla luce delle tonnellate di rifiuti di plastica che finiscono nei mari devastando gli ecosistemi. La guerra alla plastica insomma ha preso il via e in  futuro saranno previste anche delle etichette e obbligo di gestione dei rifiuti. Nell’intesa non sembrano essere stati incluse le reti da pesca in plastica, che contribuiscono al 27% dell’inquinamento marino, ma i produttori dovranno comunque dare una mano per coprire i costi della loro raccolta nei porti e in mare e il relativo trasporto nei centri di riciclaggio.

La direttiva, insomma, avrà come conseguenza la riduzione di 3,4 milioni di tonnellate di CO2 di emissioni e limitare per 22 miliardi di euro i danni ambientali entro il 2030. Per i consumatori si parla di un risparmio di 6,5 miliardi. I prossimi anni, insomma, se tutto andrà bene, l’Europa lotterà davvero contro l’inquinamento dei mari che provoca danni anche alla catena alimentare e di conseguenza a quello che mangiamo.

Un passo importante che si accompagna agli incentivi per l’auto elettrica, un’altra mossa che mira a limitare l’inquinamento ambientale.

Come è stata accolto l’accordo

Secondo il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans “Le nuove norme rappresentano un primo colpo significativo all’inquinamento da plastica ma il loro impatto dipende dall’attuazione da parte dei nostri governi nazionali che devono agire immediatamente. E’ anche importante sottolineare che, con le soluzioni concordate oggi, stiamo aprendo la strada a un nuovo modello di economia circolare”.

Parole importanti anche da parte di Elisabeth Köstinger, ministro federale austriaco per la sostenibilità e il turismo che ha parlato di “una pietra miliare nei nostri sforzi per ridurre i rifiuti di plastica”. Secondo Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia, invece, “quello lanciato dall’Unione europea è un segnale importante che risponde alle richieste e alle preoccupazioni di migliaia di cittadini. Ancora, però, si è lontani da una vera soluzione. Non introducendo misure vincolanti per gli Stati membri per ridurre il consumo di contenitori per alimenti, e ritardando di quattro anni l’obbligo di raccogliere separatamente il 90% delle bottiglie in plastica, l’Europa regala così alle grandi multinazionali la possibilità di fare ancora enormi profitti con la plastica usa e getta a scapito del Pianeta”.

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