Acquisto bond Bce: cosa prevede il piano anti spread di Draghi

Quali prospettive e quali incognite si aprono dopo il via libera della Bce al piano di acquisto illimitato di bond con durata non superiore ai 3 anni?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Quali prospettive e quali incognite si aprono dopo il via libera della Bce al piano di acquisto illimitato di bond con durata non superiore ai 3 anni?

L’ora X è scoccata alle 14.30. Puntuale, in conferenza stampa, il governatore della BCE, Mario Draghi, ha annunciato esattamente quanto i mercati volevano sentirsi dire: Francoforte ha appena varato il piano anti spread. Il board si è espresso con un solo voto contrario. “Sta a voi indovinare chi sia”, ha ironizzato il governatore. Draghi ha confermato che il piano prevede l’acquisto illimitato dei bond pubblici, in modo da preservare l’integrità della politica monetaria, aggiungendo che l’euro è irreversibile.  

Acquisto bond Bce: quali saranno le mosse della Bce

Il numero uno dell’Eurotower ha chiarito che i titoli di stato potranno essere acquistati senza un quantitativo stabilito ex ante (ossia, illimitatamente) e che tali ammontare saranno sterilizzati, in modo da garantire coerenza con il mandato della banca centrale, finalizzato al mantenimento stabile dei prezzi. Gli acquisti riguarderanno solo la parte breve della curva delle scadenze, cioè i titoli tra 1 e 3 anni. Essi saranno condizionati all’assunzione dell’impegno da parte dei governi a realizzare le riforme loro richieste. E ancora, il governatore ha spiegato che la BCE opererà sul mercato secondario e proprio questo aspetto lo rassicurerebbe del fatto che sia violato lo spirito dello Statuto. Riferendosi, poi, alle polemiche di questi mesi, intensificatesi nelle ultime settimane, Draghi ha affermato che il voto è stato quasi unanime e, pertanto, sarebbe sconfessata la credenza che la BCE si stia trasformando in una “cosa italiana”. Il nuovo piano di acquisto dei bond pubblici si chiama “Monetary Outright Transactions”, così come era stato anticipato nelle ore precedenti il board. Altra notizia della giornata è il mantenimento dei tassi di riferimento allo 0,75%, che, quindi, restano invariati. L’ultimo abbassamento risale a luglio, mentre da giorni ormai gli analisti prevedevano un rinvio della loro riduzione allo 0,50% ad ottobre (Tassi Bce restano invariati, attesa per discorso di Draghi). Nelle stime di Francoforte, il tasso medio annuo dell’inflazione dovrebbe restare al di sopra del 2% da qui alla fine del 2012, mentre dovrebbe scendere intorno alla soglia-obiettivo (2% annuo) nel corso del 2013. Forse, proprio il livello ancora più alto del target ha reso necessario un rinvio del taglio dei tassi. La reazione dei mercati non si è fatta attendere e Piazza Affari ha registrato un aumento del 4%, subito dopo l’inizio della conferenza stampa del governatore. Marcato il calo dello spread a dieci anni tra BTp e Bund tedeschi, sceso dai 400 punti circa delle ore precedenti il board ai meno di 390 bp di pochi minuti dopo le 14.30.  

Resta l’incognita tedesca

Resta da verificare la reazione della Germania, con il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, che potrebbe dare seguito alla sua minaccia di pochi giorni fa, ossia di dimettersi dall’incarico per protesta contro quella che considera una “violazione dello Statuto” da parte di Draghi. In mattinata, una doccia fredda era venuta dagli ambienti governativi di Berlino, con il cancelliere Angela Merkel a ribadire la contrarietà dei tedeschi ad acquisti illimitati e non condizionati dei bond. Germania battuta, dunque? Non proprio. I tedeschi hanno in serbo forse l’arma più potente: il blocco dell’Esm. Il Fondo salva-stati avrebbe la possibilità di acquistare bond di medio-lungo termine, quindi, con scadenza residua oltre i tre anni e direttamente anche sul mercato primario. Tuttavia, per funzionare, tale meccanismo dovrebbe essere approvato da tanti stati dell’Eurozona, quanti rappresentano il 90% dei finanziamenti globali. La Germania da sola conta il 27% e la questione è ora al vaglio dei giudici costituzionali di Karlsruhe, che emetteranno il 12 settembre una sentenza proprio sulla legittimità di questo funzionamento. Sulla Corte pesano le pressioni di mezzo mondo politico (conservatori bavaresi, liberali, alcuni ministri), oltre che della potente Buba, schierati per una bocciatura del nuovo Esm, così come rivisto a fine giugno. Malgrado un certo ottimismo dello stesso governo tedesco, una eventuale bocciatura metterebbe in crisi il piano anti-spread, ancora prima di nascere, in quanto la copertura sarebbe assicurata dalla BCE solo per le scadenze fino a 3 anni, dovendo l’Eurotower fare affidamento al solo effetto “spiazzamento”, in mancanza del complesso Efsf-Esm, che determinerebbe uno spostamento degli acquisti dei privati sulle scadenze più lunghe. Indubbio, tuttavia, che le misure annunciate oggi dovrebbero distendere il clima sui mercati finanziari anche nei prossimi giorni, dando fiato ai nostri bond pubblici. Anche l’euro ha iniziato immediatamente a beneficiare del solo effetto annuncio. Karlsruhe a parte, lo scenario prospettabile per le prossime settimane è stato già in parte anticipato ieri in Germania, con l’asta dei titoli decennali a restare scoperta per 1,39 miliardi sui 5 miliardi previsti. In sostanza, gli investitori, ora maggiormente rassicurati dal piano BCE, potrebbero indurre i tedeschi a offrire rendimenti più alti lungo tutta la curva delle scadenze, facendo per ciò stesso ridurre il differenziale con i titoli italiani, su cui si dovrebbero allentare le tensioni, a beneficio di un calo dei loro rendimenti.  

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Argomenti: Bce

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