Acqua pubblica, la legge simbolo del M5S potrebbe far aumentare le tariffe del 15 per cento

Acqua pubblica: rischio rialzo delle tariffe al 15% per i cittadini. Ecco il rischio che si corre. E a rincarare anche l'olio.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Acqua pubblica: rischio rialzo delle tariffe al 15% per i cittadini. Ecco il rischio che si corre. E a rincarare anche l'olio.

Oltre al reddito di cittadinanza e al taglio dei vitalizi politici, il programma politico del Movimento 5 Stelle ha sempre avuto una terza legge simbolo, quella sull’acqua pubblica. Secondo la proposta di legge che ha per prima firmataria la deputata Daga, i servizi di distribuzione e depurazione dell’acqua devono essere tolti sia ai privati che alle Spa (società per azioni). Sempre stando al testo della proposta del Movimento 5 Stelle, tali servizi vanno affidati al controllo di aziende speciali – dicitura ripresa dal quotidiano Repubblica – all’interno dei comuni o degli enti locali, riportando il sistema sull’acqua in Italia indietro di 30 anni.

Le utility pubbliche contro la proposta del Movimento 5 Stelle

Oggi nel nostro Paese il controllo dell’acqua pubblica è affidato nella quasi totalità (97 per cento dei casi) ad aziende che presentano sia una natura privata che pubblica, vale a dire quelle società per azioni che sono controllate dal pubblico. Quest’ultime sono sul piede di guerra e considerano la proposta di legge del Movimento 5 Stelle e della deputata Federica Daga come un passo indietro a una situazione di 30 anni fa. Il rischio, secondo le utility pubbliche, è quello di vanificare tutti gli sforzi fatti dalle società in questi anni per migliorare sensibilmente i servizi destinati all’acqua pubblica. A questo proposito, va sottolineato il fatto che l’Italia continua ad avere uno dei peggiori servizi se si prendono come punto di riferimento gli altri Paesi dell’Unione Europea.

Rischio prezzi alti per l’acqua

Secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato di Hera, multiutility leader nei servizi ambientali, idrici ed energetici con sede a Bologna, la legge simbolo del Movimento 5 Stelle rischia di far lievitare i costi per il cittadini fino al 15 per cento, con il governo che dovrebbe trovare invece 15 miliardi di euro per rilevare le quote in possesso attualmente delle società in Borsa e il pagamento dei debiti.

Rincari anche per l’olio

E a rischio non solo le tariffe dell’acqua. Anche l’olio extravergine potrebbe costare di più. Per quest’anno la produzione calerà drasticamente e questo porterà ad un rialzo dei prezzi. A causa dell’ondata di maltempo che ha colpito l’Italia in questo mese e ad ottobre, il calo produttivo potrebbe arrivare al 40%, sopratutto in Puglia, Calabria e Sicilia mentre al Nord, tutto sommato si sono registrati aumenti  del +40% del Veneto,  +50% in Liguria e il +15% della Toscana. La conseguenza è che tra qualche mese una bottiglia di olio al 100% italiano verrà a costare di più grazie al rialzo del prezzo della materia prima.

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Argomenti: Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici, Politica italiana, Servizi pubblici