Accordo TTIP, Trump a sorpresa riapre alla UE e crea pressioni su Merkel e Macron

Il governo Trump riapre la pratica TTIP, ma l'accordo di libero scambio tra USA e UE è stato affossato proprio da Francia e Germania, che potrebbero trovarsi in imbarazzo in piena campagna elettorale.

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Il governo Trump riapre la pratica TTIP, ma l'accordo di libero scambio tra USA e UE è stato affossato proprio da Francia e Germania, che potrebbero trovarsi in imbarazzo in piena campagna elettorale.

L’imprevedibilità dell’amministrazione Trump in politica estera è stata confermata anche nelle ultime ore, dopo che il segretario al Commercio USA, Wilbur Ross, ha dichiarato alla Cnbc di essere pronto a riaprire il dossier TTIP, l’accordo sul libero scambio con la UE, le cui trattative si sono arenate nell’autunno scorso, quando l’amministrazione Obama era ormai agli sgoccioli. “L’Europa è una nostra priorità”, ha dichiarato Ross, che ha anche evidenziato come non sia stato “un errore” il fatto che come primo atto, il presidente Donald Trump abbia ritirato gli USA dal TPP (“Trans-Pacicif Partnership”), l’accordo con altri 11 paesi del Pacifico, tra cui Giappone e Australia, mentre lo stesso non è avvenuto con il Vecchio Continente.

Il bastone e la carota, come abbiamo spiegato in un nostro precedente articolo. Questa sarebbe la politica trumpiana verso gli alleati. In effetti, se al G7 di Taormina sono prevalse le schermaglie con la Germania della cancelliera Angela Merkel, in particolare, a distanza di appena 4 giorni sembra arrivare un contentino per i tedeschi, leader di fatto della UE. (Leggi anche: TTIP: accordo libero scambio USA-UE non morto, Trump vuole riesumarlo)

Deficit commerciale USA cronico con UE

Ma è proprio così? La possibile riapertura del dossier TTIP non viene commentata ancora ufficialmente presso le principali cancellerie europee. A Berlino, Frau Merkel ha incontrato in settimana il premier indiano Narendra Modi, segnalando di guardare ad est, seppure non in funzione anti-americana. Sarà, ma la tensione tra USA e Germania è alle stelle. Via Twitter, Trump non cessa i suoi attacchi verso il “cattivissimo” surplus commerciale tedesco, a cui vuole porre fine nelle relazioni bilaterali.

Nell’ultimo decennio, gli USA hanno accumulato un disavanzo commerciale con la UE di 1.135 miliardi di dollari, di cui 146,3 nel solo 2016.

Di questi, quasi 65 miliardi è dovuto al deficit nei confronti della sola Germania, il 40% del totale europeo. L’import-export tra le prime due economie al mondo è stato lo scorso anno di 686 miliardi, per cui il disavanzo americano nelle relazioni commerciali con la UE pesa per oltre il 21%. (Leggi anche: E se Trump firma il TTIP?)

Francia e Germania hanno affossato TTIP

In teoria, la Germania e il resto d’Europa dovrebbero essere contenti della “svolta” di Trump sul TTIP. In teoria, perché nella pratica le cose stanno molto diversamente da come ce le siamo raccontate negli ultimi 6-7 mesi. Dicevamo, che il negoziato era morto nell’autunno scorso, prima ancora che s’immaginasse una vittoria del tycoon alle elezioni americane. Ad affossarlo erano state Francia e Germania, i paesi oggi capifila del libero commercio in funzione anti-trumpiana.

L’ex premier Manuel Valls si era mostrato “freddo”, sostenendo la necessità che la UE si prendesse più tempo per decidere se firmare o meno l’intesa, mentre dal governo tedesco era arrivato il siluro dell’ex vice-cancelliere Sigmar Gabriel, allora a capo della SPD, secondo cui il TTIP era già “morto”. L’opinione pubblica era e resta contraria in molti dei paesi europei, tra cui la Germania, dove a volere l’accordo è una netta minoranza di tedeschi. (Leggi anche: TTIP fallito, accordo non s’ha da fare per la Germania)

Riapertura dossier TTIP non è regalo per Frau Merkel

La riapertura del dossier TTIP, sempre che sarà confermata dalla Casa Bianca con i fatti, non è un regalo alla UE, tanto meno alla cancelliera Angela Merkel, che adesso in piena campagna elettorale per il rinnovo del Bundestag al 24 settembre prossimo, potrebbe essere chiamata a spiegare la propria posizione su una vicenda, che aveva riscosso ultimamente poco risalto pubblico, essendo considerata chiusa. E, invece, le dichiarazioni di Ross potrebbero creare più di un problema a Frau Merkel, che pur essendo favorevole all’intesa, deve tenere testa a un’opinione pubblica nazionale contraria al TTIP per circa i due terzi e avversa a Trump per il 98%, record assoluto mondiale.

A potere cavalcare l’onda anti-TTIP sarebbe Martin Schulz, il candidato socialdemocratico alla cancelleria. Egli potrebbe decidere di sfruttare il tema per fini elettorali, mettendo i rivali conservatori sulla difensiva. E non dissimili potrebbero essere i contraccolpi in Francia per il presidente Emmanuel Macron, che fresco di vittoria, deve provare a vincere tra una settimana anche alle legislative per governare senza intoppi. Il tema, se irrompesse negli ultimi giorni di campagna elettorale, metterebbe a dura prova la fama di “liberale” che il giovane capo di stato si è guadagnato nei mesi scorsi, visto che i francesi rimangono alquanto ostili all’accordo commerciale con gli USA. Viste così le cose, viene il dubbio che quasi quasi Trump lo abbia fatto apposta a parlare nuovamente di TTIP. (Leggi anche: TTIP ora sabotato dall’Europa)

 

 

 

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