Accordo OPEC, il mercato ci crede?

L'accordo tra i membri dell'OPEC per rinvigorire i prezzi del petrolio è credibile? Vediamo cosa ne pensa il mercato.

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L'accordo tra i membri dell'OPEC per rinvigorire i prezzi del petrolio è credibile? Vediamo cosa ne pensa il mercato.

Mercoledì sera, il vertice OPEC convocato ad Algeri in via informale per trovare una soluzione alle basse quotazioni del petrolio ha esitato un accordo, che ha subito fatto schizzare i prezzi del 5%, portando quelli del Brent a ridosso dei 49 dollari e ben sopra i 47 dollari quelli del Wti americano. Eppure, già nel corso della seduta di ieri abbiamo assistito a un leggero ripiegamento in zona 47-48 dollari, sufficiente a fare parlare di fine dell’euforia iniziale.

Ma altri sono i segnali lanciati dal mercato, a proposito della credibilità dell’accordo. (Leggi anche: Prezzi petrolio a +5% con accordo OPEC)

Per prima cosa, i rendimenti dei titoli sovrani sono leggermente risaliti. I decennali tedeschi si sono portati al -0,11% (+3 bp), mentre quelli americani all’1,59% (+1 bp). Il motivo è semplice: se le quotazioni del petrolio risalgono, l’inflazione attesa dagli investitori si surriscalda e il mercato chiede così un rendimento maggiore per acquistare un bond a medio-lunga scadenza.

Prezzo oro in calo

Tuttavia, il prezzo dell’oro non solo non si è scaldato, ma è persino sceso dai 1.327 dollari l’oncia di mercoledì ai meno di 1.320 dollari di ieri sera, ai minimi da oltre una settimana. Eppure, il metallo è considerato un bene-rifugio proprio contro l’inflazione, oltre che contro le eventuali tensioni finanziarie e/o geo-politiche. E’ probabile che abbia prevalso più l’effetto della concorrenza dei rendimenti sovrani, trattandosi di un asset senza cedola.

Un altro indicatore sulla fiducia nutrita dal mercato verso l’accordo è il cambio tra rublo e dollaro. La Russia è il principale produttore energetico mondiale e dalla vendita di gas e petrolio derivano quasi la metà delle sue entrate statali e i due terzi delle esportazioni. Il rublo si è apprezzato inizialmente dell’1,4%, salvo cedere ieri qualche decimale. (Leggi anche: Prezzo oro e argento verso nuovi massimi). Lo stesso real brasiliano ha aperto ieri in calo di un terzo di punto percentuale, dopo tre sedute consecutive in rialzo contro il dollaro, sulla fine attesa del rally del greggio sui mercati.

 

 

 

 

BCE spera in rialzo rendimenti Bund

Dunque, gli investitori hanno reagito a un accordo inatteso, per quanto incompleto e per ora più nella forma di una dichiarazione d’intenti, ma non stanno scontando uno stravolgimento dello scenario imperante fino a qualche giorno fa.

Non ci sarebbe ancora attesa per una risalita stabile e vigorosa dei prezzi.

Se tali aspettative attecchissero, però, sarebbe un toccasana per la BCE, che potrebbe beneficiare in un solo colpo sia di un surriscaldamento dei prezzi, sia di una risalita dei rendimenti dei Bund, consentendole un margine di manovra superiore per gli acquisti dei titoli con il “quantitative easing”. (Leggi anche: Investire in Bund)

 

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