La Grecia ottiene nuovi aiuti, ma per ora niente ristrutturazione del debito

La Grecia ottiene nuovi aiuti, scansa ancora il default, ma per ora niente ristrutturazione del debito e inserimento dei suoi bond nel QE della BCE. Il Fondo Monetario Internazionale si tiene fuori dal salvataggio.

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La Grecia ottiene nuovi aiuti, scansa ancora il default, ma per ora niente ristrutturazione del debito e inserimento dei suoi bond nel QE della BCE. Il Fondo Monetario Internazionale si tiene fuori dal salvataggio.

Accordo in extremis tra la Grecia e i creditori pubblici europei, come da previsione. Atene otterrà finalmente la nuova tranche di aiuti per 8,5 miliardi, dopo mesi di trattative e tensioni con Bruxelles. Verrà evitato il temuto default a luglio, quando dovrà rimborsare bond in scadenza per oltre 7 miliardi, di cui alcuni verso la BCE. L’intesa raggiunta ieri non scioglie tutti i nodi tra le parti, ma consente perlomeno al governo Tsipras di continuare a calciare il barattolo.

Per prima cosa, il Fondo Monetario Internazionale non sgancerà nuova liquidità, non avendo la possibilità di giudicare il debito pubblico ellenico da 315 miliardi “sostenibile”. In ogni caso, il suo direttore generale, Christine Lagarde, proporrà al board di approvare lo stanziamento di aiuti a scopo precauzionale, che dovrebbero aggirarsi sui 2 miliardi di euro, spiega. (Leggi anche: Grecia, niente nuovi aiuti: ecco perché l’accordo non arriva)

Le concessioni ottenute dalla Grecia

Il ministro delle Finanze, Euclid Tsakalotos, ha ottenuto dall’Eurogruppo di ieri sera l’estensione delle scadenze su alcuni bond da 0 a 15 anni. E sugli aiuti erogati dall’Efsf (il primo fondo europeo di salvataggio, sostituito dal successivo e permanente ESM) potrà ottenere un rinvio dei pagamenti degli interessi sempre fino a un massimo di 15 anni.

Fino al 2022, il surplus primario dei conti pubblici ellenici, quello al netto degli interessi sul debito, dovrà essere del 3,5%, come già concordato da anni. Dal 2023 e fino al 2060, però, il target viene abbassato a un più realistico 2% del pil. Quanto al totale del rifinanziamento annuo del debito, esso non potrà superare il 15% del pil nel medio termine e il 20% nel lungo termine. Quest’ultima misura punta a stabilizzare il costo del rinnovo del debito alla scadenza nel medio-lungo termine, rendendolo sostenibile.

Atene strappa ai creditori anche la concessione di scadenze meno folte e interessi più bassi nel caso di crescita economica inferiore alle attese. In sostanza, meno crescerà, meno pagherà. Un meccanismo che il premier Alexis Tsipras potrò vendersi bene in patria, ma che non nasconde la delusione del suo governo per non avere ottenuto quel grosso colpo a cui ambiva: la ristrutturazione del debito.

(Leggi anche: Crisi Grecia, Eurogruppo non raggiunge accordo su taglio debito)

Bond Grecia non inseriti nel QE

Nessuna chiusura di principio, ma la questione è rimandata all’anno prossimo, quando formalmente scadrà il terzo piano di salvataggio (“bailout”) da 86 miliardi sottoscritto nell’estate di due anni fa. Allora, la Grecia potrebbe anche ottenere lo stanziamento di nuovi aiuti, oltre che la riconsiderazione dei termini di quelli già incassati. Fino a quel punto, però, l’FMI non potrà né partecipare alle erogazioni, né dichiarare sostenibile il debito di Atene, un passo fondamentale per permettere alla BCE di inserire i bond ellenici tra gli assets eleggibili per il suo “quantitative easing”.

In effetti, sarà che il risultato fosse scontato e che i mercati confidassero semmai in una qualche notizia positiva sul fronte dell’alleggerimento del debito o dell’inclusione dei bond ellenici nel piano di stimoli di Francoforte, ma i rendimenti decennali dei titoli di stato della Grecia è stata ieri in leggerissima crescita al 5,90%. Vedremo quale sarà la reazione stamattina. In ogni caso, a febbraio, mese di rinnovate tensioni tra governo Tsipras e creditori, il bond decennale rendeva poco meno dell’8%, anche se a maggio era sceso in area 5,60%. (Leggi anche: Bond Grecia in forte rialzo dopo accordo coi creditori)

 

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