Accordo Berlusconi-Renzi per fregare Grillo, ma accadrà il contrario

Premio di maggioranza del 10% fisso a chi ottiene più voti e sbarramento del 3%. Sarebbe la legge elettorale su cui si sono accordati Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, ma la strada verso il governo per Beppe Grillo non è sbarrata.

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Premio di maggioranza del 10% fisso a chi ottiene più voti e sbarramento del 3%. Sarebbe la legge elettorale su cui si sono accordati Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, ma la strada verso il governo per Beppe Grillo non è sbarrata.

Silvio Berlusconi e Matteo Renzi avrebbero raggiunto un accordo informale e ancora “segreto” sulla nuova legge elettorale. Il segretario del PD, stando ad Affaritaliani.it, avrebbe preso consapevolezza dell’inesistenza di una maggioranza in grado di approvare il Mattarellum, da lui rilanciato nei giorni scorsi, anche se le proiezioni avrebbero dimostrato che il partito a uscirne penalizzato sarebbe proprio il suo, che rischierebbe di arrivare terzo sulle tre coalizioni in gara. D’altra parte, il leader azzurro punta al proporzionale corretto, che in una situazione come quella attuale, ovvero tripolare, sarebbe l’unica, a suo dire, a garantire istituzioni rappresentative da un lato e una certa governabilità.

Sempre stando alle indiscrezioni, da prendere con le pinzette, l’accordo tra i due prevede uno sbarramento al 3% (basso, per non indispettire il partito di Angelino Alfano) e un premio di maggioranza del 10% dei seggi al partito o alla coalizione che prende più voti. Al Senato, il premio sarebbe assegnato su base regionale. (Leggi anche: Riforma legge elettorale, alla fine si voterà con un Italicum corretto)

Legge pensata per impedire una vittoria di Grillo

Dunque, per avere la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento, un partito o una coalizione dovrebbe avvicinarsi al 40% dei consensi, che unitamente al 10% di premio, consentirebbe di governare da soli. Questa legge elettorale siffatta supererebbe gli strali della Corte Costituzionale, che saranno resi noti nelle prossime settimane e secondo Renzi e Berlusconi eviterebbero una vittoria del Movimento 5 Stelle, quand’anche arrivasse primo.

Difficile, ragionano i due, che l’M5S si avvicini al 40% dei consensi. Anzi, sembrano persino indietreggiare negli ultimi giorni, a causa delle vicissitudini della giunta Raggi a Roma.

Già, ma la domanda è semmai un’altra: secondo voi chi arriva primo alle prossime elezioni politiche? (Leggi anche: Beppe Grillo torna leader, odore di guai per Renzi)

 

 

 

 

E se Salvini si sfila da Berlusconi?

La risposta non è facile da dare, perché bisogna vedere, anzitutto, se esisteranno o meno le coalizioni. Se sì, il centro-destra unito potrebbe ambire al primo posto. I sondaggi gli assegnano fino al 34%, un risultato superiore sia a quello del PD con qualche alleato, sia dei grillini.

E se Matteo Salvini si sfilasse dalle alleanze, infastidito dal ritorno sulle scene di Berlusconi, che gli ha già sbarrato la strada per la premiership? Il centro-destra non andrebbe da nessuna parte e a quel punto la battaglia sarebbe tra M5S e PD. Ci sentiamo di profetizzare che a spuntarla sarebbe il primo, magari solo con il 30% dei voti o anche meno. (Leggi anche: Centro-destra in fiamme, Salvini si auto-candida leader)

Sarà governo Grillo-Salvini

Ebbene, i grillini avrebbero da soli circa il 40% dei seggi, anzi qualcosina di più, tenendo conto dei resti delle liste che non avranno superato lo sbarramento. Per governare avrebbero bisogno di un appoggio esterno e contrariamente alla convinzione diffusa nel PD e sposata da Berlusconi, essi si coalizzeranno e lo faranno proprio con la Lega Nord di Salvini, dando vita a un governo euro-scettico.

M5S e Lega insieme avranno la maggioranza dei seggi, se il primo ottiene il premio del 10%. Di più: nessun altro governo potrebbe nascere sulla carta, perché PD e Forza Italia insieme non avrebbero la maggioranza, né è ipotizzabile che Salvini darebbe i suoi voti a qualcun altro, al di fuori del centro-destra: oltre a Grillo, chiaramente. (Leggi anche: Governo Grillo-Salvini dopo le elezioni? Ecco lo scenario)

 

 

Berlusconi e Renzi fanno male i conti

Se è davvero questa la legge elettorale che avrebbero in mente i due, sarebbe più che buona. Magari, avremmo potuto ambire a uno sbarramento più elevato, nell’ordine del 5% come in Germania, ma certamente meglio dell’Italicum, una legge ritagliata dal PD per far vincere sé stesso.

Il punto è che sia Berlusconi che Renzi appaiono davvero avulsi dalla realtà, quando pensano di poter muovere ogni pedina, come se fossero gli unici protagonisti della vita politica in questa fase. Qualcuno s’imbatterà in un altro 4 dicembre.

 

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