Abusivismo commercio: ecco quanto costa agli imprenditori onesti e all’Italia

Le attività abusive legate al commercio e al turismo hanno generato un fatturato pari a 22 miliardi di euro.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Le attività abusive legate al commercio e al turismo hanno generato un fatturato pari a 22 miliardi di euro.

Negli ultimi anni, mentre la crisi economica imperversava in Europa e, in particolare nel nostro Paese, il concetto di spending review era tra i più gettonati agli occhi dei governi che si sono succeduti dopo l’uscita di scena di Silvio Berlusconi. Prima Monti, poi Letta, quindi Renzi e Gentiloni, tutti hanno sottolineato l’importanza dell’esame delle spese sostenute dallo Stato, affinché fossero ridotti al minimo eventuali sprechi “sanguinari” per le casse del Paese. Molto, però, si può fare se soltanto si iniziasse a combattere seriamente la piaga dell’abusivismo nel commercio.

Il buco nero dell’abusivismo nel commercio

Le attività abusive, legate al commercio e al turismo, nell’ultimo anno hanno generato un fatturato pari a 22 miliardi di euro, un valore che rappresenta, in percentuale, poco meno del 15 per cento rispetto al fatturato complessivo generato dalla totalità delle aziende che operano in questi due settori. Gli operatori abusivi sono in aumento anche in rete, con un fatturato pari a 700 milioni di euro. In aumento, di pari passo, anche le truffe subite online dai cittadini italiani, che nel solo 2016 hanno denunciato 151 mila casi in cui sono stati frodati. Complessivamente, per l’erario l’abusivismo nel commercio costa qualcosa come 11,5 miliardi di euro. Una cifra abnorme, che pesa sulle spalle di tutti i cittadini e gli imprenditori onesti.

Servirebbero 15 miliardi ogni anno

Negli ultimi giorni, Carlo Cottarelli, ex Commissario della revisione della spesa pubblica durante il governo di Enrico Letta, ha affermato che per abolire la riforma Fornero, uno dei cavalli di battaglia di Movimento 5 Stelle e Lega Nord in occasione della recente campagna elettorale in vista delle elezioni del 4 marzo, occorrerebbero per i primi anni circa 15 miliardi ogni anno. Se ci fosse una battaglia senza continuità di sosta contro l’abusivismo nel commercio, probabilmente il sogno di milioni di italiani verrebbe esaudito. La domanda di fondo però rimane: c’è la volontà politica per raggiungere questo risultato?

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Argomenti: Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici